C’è il progetto di recupero per Santa Maria Paganica

I tecnici incaricati dalla parrocchia presentano il piano a 12 anni dal terremoto L’atto dovrà essere validato dai beni culturali. Ci sono 5,4 milioni, ma non bastano
L’AQUILA. Un progetto basato su una scelta conservativa «forte e decisa», fedele alle più accreditate scuole del restauro classico, e capace di coniugare il dov’era, com’era con tecnologie all’avanguardia, materiali più sicuri, e con moduli costruttivi mutuati dall’antica tradizione aquilana. Questo l’assunto alla base dell’atteso progetto esecutivo di riconsolidamento e restauro della chiesa di Santa Maria Paganica, presentato nella sede del segretariato regionale Mic per l’Abruzzo, stazione appaltante dell’intervento. Analogamente all’incontro in cui si era illustrato, tempo fa, il progetto esecutivo per il completamento del recupero del Teatro comunale, l’appuntamento ha visto il gruppo di progettazione – incaricato dalla parrocchia – illustrare le linee guida e i dettagli del restauro di una delle chiese capoquarto della città al vicesindaco Raffaele Daniele, a don Artur Witold Sidor, in rappresentanza dell’arcidiocesi, accompagnato dal parroco don Stefano Rizzo e da Marco Volpe, dell’ufficio beni culturali della Curia. Presenti anche Claudio Varagnoli, ordinario di restauro del Dipartimento di Architettura dell’Università di Chieti, il direttore dell’ufficio speciale della ricostruzione dell’Aquila, Salvatore Provenzano, l’ingegnere del Comune Silvio Rotilio e l’architetto Antonio Di Stefano, soprintendente incaricato per L’Aquila e il cratere. A introdurre il confronto, il segretario regionale Mic Nicola Macrì, coadiuvato dal direttore dei lavori, l’architetto Augusto Ciciotti.
IL PROGETTO. Per i tecnici si tratta di «un passo importante per avviare uno degli interventi più attesi, che consentirà di completare dopo molto tempo il recupero di un quartiere da sempre molto vivo del centro storico, che ha già nuovamente assunto la sua centralità nel tessuto cittadino, anche grazie all’apertura del Maxxi a Palazzo Ardinghelli. La miriade di immagini di Santa Maria Paganica, con i suoi ingenti crolli e con un’imponente struttura di messa in sicurezza, ha reso questa chiesa una spettrale icona del sisma del 2009». «Abbiamo accolto favorevolmente la notizia del completamento della fase di progettazione», ha dichiarato il vicesindaco Daniele. «Il Comune si adopererà, in sinergia totale con le altre istituzioni coinvolte, per agevolare e accelerare i processi di cantierizzazione, che andranno condivisi e valutati a mano a mano, per consentire la fruibilità in sicurezza di un’area molto frequentata da chi vi risiede e da chi vi lavora». «Finalmente si potrà rimarginare una delle ferite più profonde che il terremoto ha provocato alla città», ha aggiunto l’architetto Di Stefano. «In un contesto di riconquistata normalità, è determinante imprimere questo definitivo segno di rinascita per L’Aquila, con il restauro di uno dei suoi più importanti beni monumentali. Un restauro che si presenta già come uno dei più complessi e affascinanti a cui sono chiamati, da anni, funzionari e tecnici dei Beni culturali del territorio. Una “sfida” che siamo pronti ancora una volta a condividere appieno, passo dopo passo». Ha espresso così la sua soddisfazione il segretario regionale Mic. «Mi sono reso conto subito», ha detto Macrì, «dell’assoluta urgenza di stringere i tempi per il recupero di Santa Maria Paganica, in termini strettamente legati al dovere di tutela di un bene monumentale come questo e, non secondariamente, per quello che questa chiesa significa per L’Aquila e gli aquilani. E questa urgenza poteva essere affrontata solo percorrendo la strada del confronto aperto tra istituzioni e di un lavoro sinergico. Una strada che, credo, debba essere l’unica percorribile per imprimere una reale accelerazione al recupero del patrimonio culturale». L’incontro, con la condivisione delle linee progettuali, ha avviato l’iter per l’effettiva consegna del progetto esecutivo, che consentirà di attivare le necessarie procedure autorizzative, attraverso la convocazione della conferenza dei servizi permanente. Da lì si procederà alla verifica preventiva della progettazione e alla sua validazione. La copertura finanziaria è limitata: 5,4 milioni derivanti dal progetto L’Aquila centro storico che comprende anche il Duomo e le mura.

