«C’è il rischio aumento costi dei servizi»

Masciocco, Mancini e Vicini: vogliamo verificare se i crediti del Comune sono esigibili oppure servono a gonfiare i conti
L’AQUILA. I cittadini dell’Aquila a rischio aumento dei costi dei servizi individuali, come asili nido, scuole, mense, trasporti, la mancata stabilizzazione dei precari. Sarebbero le più immediate conseguenze, in caso si venisse a scoprire che i conti nel bilancio comunale non quadrano. L’allarme lo hanno lanciato ieri mattina, in una conferenza stampa a Villa Gioia, i consiglieri e capigruppo di opposizione Giustino Masciocco (Articolo 1), Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro) e Elisabetta Vicini (Democratici Socialisti).
«Abbiamo chiesto, con una lettera a ciascun dirigente comunale, di fornirci copia dei documenti che sono a supporto del mantenimento in bilancio dei crediti e dei debiti verso terzi. In caso questi documenti non dovessero pervenirci, presenteremo un esposto all’Ispettorato generale di Finanza della Ragioneria generale dello Stato, che in passato ha già inviato un ispettore al comune dell’Aquila», ha sottolineato Masciocco. «Nelle prossime settimane entrerà nel vivo la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale e già circolano i nomi dei primi candidati e candidate della nostra città», ha affermato Masciocco. «Il rischio che le amministrazioni corrono – e anche la nostra – di qualunque colore politico, è di essere tentati di utilizzare fondi non disponibili dei bilanci comunali per effettuare possibili interventi di tipo clientelare».
«Per evitare il possibile rischio che ciò accada anche al nostro ente e evitare un eventuale squilibrio di bilancio del Comune, che porterebbe a un aumento del contributo dei cittadini per i servizi a chiamata – parliamo di asili nido, scuola, mense, trasporti – abbiamo scritto a tutti i dirigenti del Comune, per chiedere loro copia dei documenti che sono a supporto del mantenimento del bilancio dei crediti e dei debiti. Questa iniziativa», ha precisato Masciocco, «ha anche lo scopo di evidenziare se l’avanzo di amministrazione (circa 54 milioni di euro) possa essere utilizzato o meno, e di verificare la natura di tale avanzo, perché se proviene dai fondi della ricostruzione post-sisma, possono essere utilizzati solo per tale scopo. Questa che analizziamo è la “carne viva” del bilancio».
«Vogliamo che l’equilibrio finanziario sia trasparente», hanno chiosato Mancini e Vicini. «Nelle passate amministrazioni, dopo 3-4 anni riuscimmo a cancellare circa 70 milioni di residui attivi dal 1960 al 1997», ha sottolineato. Con questa iniziativa vogliamo soltanto sapere quanto può spendere il Comune. Quello di usare i residui attivi che, però, non sono più esigibili – anche se non sono stati dichiarati tali – è un sistema usato dagli enti locali per ampliare la possibilità di spesa, ma non è permesso dallo Stato». Il Comune ha dichiarato 1.050 residui attivi e 3.000 passivi, che i componenti dell’opposizione vogliono verificare. E per questo hanno svolto un lavoro lungo e certosino per ogni settore. A fine luglio la prova del nove con il consiglio chiamato ad approvare la salvaguardia degli equilibri di bilancio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

