Caccia a un milione di euro dell’ex Gielle

12 Giugno 2021

Il Comune chiederà il fallimento della società, una sentenza stabilisce che la somma va restituita

AVEZZANO. Il Comune di Avezzano chiederà il fallimento per l’ex Gielle da cui vanta quasi un milione di euro. L’assessore Lorenzo De Cesare, ha fatto sapere di voler percorrere tutte le strade per ottenere la restituzione dell’ingente somma incassata nel 2013. Il ricorso all’azione legale nei confronti della società in liquidazione, e quindi del socio accomandatario, nonché legale rappresentante, Guido Giffi, è stato deliberato dalla giunta comunale: l’esecutivo ha dato il via libera alla procedure per la richiesta di fallimento della società davanti al tribunale di Avezzano.
«Non lasceremo nulla di intentato», assicura l’assessore agli Affari legali, Lorenzo De Cesare, «per cercare di recuperare quei fondi della collettività. Finora le richieste di restituzione sono finite nel vuoto. La richiesta di fallimento dell’ex Gielle è finalizzata a verificare se la società e il liquidatore hanno beni da poter acquisire nelle casse del Comune, nonché a fare piena luce sulla fine degli oltre 949mila euro», prosegue l’assessore, «ovvero a sapere se sono stati usati legittimamente per pagare debiti, oppure se hanno seguito strade diverse».
La controversia legata alla detenzione di un immobile ebbe origine nel 1986 quando la Gielle, società a Borgo via Nuova, citò il Comune in giudizio chiedendo un risarcimento ottenuto dal tribunale e confermato dalla Corte d’Appello dell’Aquila quantificato il 949mila euro: Giffi, secondo la ricostruzione del Comune, incassò i soldi nonostante la richiesta della giunta all’allora tesoreria Carispaq di stoppare il pagamento. Qualche anno dopo la Cassazione accolse il ricorso del Comune, mentre in successiva istanza, il tribunale civile di Avezzano stabilì la restituzione della somma al Comune.
«La nuova amministrazione», conclude De Cesare, «intende capire dov’è finito il tesoretto e recuperare il milione di euro, a differenza dell’amministrazione comunale del 2018 che si limitò a notificare l’atto di precetto e a una verifica, negativa, su eventuali conti nelle banche da pignorare». (f.d.m.)