Caccia ai cinghiali, stop per protesta

Le associazioni contestano le nuove norme inserite nell’attività venatoria
SULMONA. Oltre 300 cacciatori peligni ripongono i fucili in segno di protesta. In una lunga e partecipata assemblea, che si è svolta nella sede dell'ambito caccia cittadino, è stato deciso di non cacciare il cinghiale con una conseguenza immediata, e probabilmente ingestibile,del proliferare incontrollato della specie con gravi danni per agricoltori automobilisti e, di recente, anche di una vittima. Alla base della singolare protesta il mancato coinvolgimento di agricoltori e istituzioni locali nella stesura delle nuove norme previste dal calendario venatorio2015/2016. Con le nuove disposizioni, secondo i cacciatori, è stato allargata la zona di protezione per l'orso marsicano dove non è possibile praticare la caccia. Inoltre, è stato inserito un divieto «quasi totale dell’utilizzo dei cani» puntualizzano il comitato di gestione e i cacciatori dell'Atc di Sulmona, «e nella riduzione drastica delle squadre di caccia ad un ridottissimo numero di partecipanti, il convincimento unanime converge sulla impossibilità di praticare con successo questa particolare attività venatoria, in zone orograficamente difficili e impervie come quelle ricadenti nello stesso ambito territoriale caccia». I cacciatori peligni, comunque, tengono a precisare di non sono e contrari alla salvaguardia dell'orso marsicano ma sollecitano regole diverse, soprattutto in ambito venatorio, per una maggior tutela del plantigrado.
Chiara Buccini
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