Caccia al cinghiale alla Cesalonga Atc condannata

1 Marzo 2016

AVEZZANO. Non ha potuto esercitare la caccia al cinghiale per un anno intero, perché alla sua squadra, come accertato anche dalla Provincia, era stata assegnata un’area pericolosa e non idonea. E per...

AVEZZANO. Non ha potuto esercitare la caccia al cinghiale per un anno intero, perché alla sua squadra, come accertato anche dalla Provincia, era stata assegnata un’area pericolosa e non idonea. E per questo, il giudice di pace, Agostino Colucci, ha condannato ora l’Atc (Ambito territoriale di caccia) di Avezzano, a risarcirlo di mille euro. L’Atc dovrà anche pagare tutte le spese legali per ulteriori circa 1.700 euro. La sentenza ha prodotto ora un precedente e gli altri 21 componenti della squadra “I Limieri”, che paga regolarmente le tasse per essere iscritta alla popolosa Atc di Avezzano, promettono battaglia e annunciano che anche loro si rivolgeranno a un giudice per vedere tutelato il loro diritto che all’epoca (stagione venatoria 2013/14) fu loro negato. A rivolgersi agli avvocati Mauro Cimarra e Walter Bonaldi è stato il cacciatore 36enne avezzanese, Vincenzo Napoleoni. Quando, insieme agli altri componenti della squadra si è visto assegnare come zona per la caccia al cinghiale “La Cesalonga” ha subito messo al corrente la Provincia delle criticità cui sarebbero andati incontro. Tanto che il dirigente Francesco Bonanni ha certificato la pericolosità della zona, non idonea alla caccia e ha immediatamente incitato il presidente dell’Atc, Giacomo Di Domenico, a trovare un’altra zona, in cui i 22 cacciatori avrebbero potuto cacciare. Cosa però che non è mai accaduta e quindi “I Limieri” sono rimasti per tutta la stagione venatoria 2013/14 senza praticamente poter esercitare la caccia, nonostante facessero parte regolarmente dell’associazione. Per far valere il suo diritto, Napoleoni ha denunciato l’accaduto e l’Atc, rappresentata da Di Domenico è finita sotto processo. I 22 componenti della squadra non escludono che tramite i propri legali denuncino quanto accaduto anche alla Corte dei Conti. Sicuramente tenteranno individualmente lo stesso iter processuale del loro collega. Non è la prima volta che in Procura vengono presentati esposti di questo tipo, considerato che risultano aperte anche altre inchieste, con le stesse motivazioni. (m.t.)

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