Cadavere gettato nel dirupo: qualcuno voleva nasconderlo

6 Agosto 2022

La Procura conferma l’occultamento. S’indaga sul Dna, potrebbe essere un pastore clandestino Sul corpo (nudo) esclusi segni di violenza. Gli esami dovranno confermare le cause del decesso

ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Lo hanno avvolto nudo in un lenzuolo per poi infilarlo dentro a un sacco a pelo. Dopo averlo caricato nel bagagliaio di un’auto, hanno raggiunto la strada che sale verso il borgo di Castrovalva e, in prossimità di un tornante, hanno scaricato l’ingombrante “pacco” giù nel dirupo. Un occultamento di cadavere per nascondere un omicidio? Questo è il nodo sul quale sta lavorando il sostituto procuratore Edoardo Mariotti, che fin da sabato scorso, giorno in cui è stato ritrovato il cadavere in stato avanzato di decomposizione da due escursionisti, sta lavorando duramente alla ricerca della soluzione del caso.
Il magistrato non parla. L’unica conferma che arriva dal terzo piano del palazzo di giustizia di piazza Capograssi a Sulmona, è che il corpo senza vita trovato alla periferia di Castrovalva è stato occultato, e che nella vicenda risultano coinvolte altre persone. Individui che avevano tutto l’interesse a far sparire quel corpo senza vita dal luogo dove è avvenuto il decesso. Dall’autopsia non sarebbero emersi riscontri tali da far pensare ad un omicidio. Non c’erano segni di percosse sul corpo dell’anziano dall’apparente età tra i 70-80 anni, né ferite provocate da arma da fuoco. La procura resta in attesa solo di conoscere l’esito degli esami tossicologici per escludere definitivamente che si sia trattato di un omicidio.
Se tutto ciò venisse confermato, a quel punto ci si troverebbe di fronte a un occultamento di cadavere. E, per non lasciar nulla al caso, in queste ore gli investigatori stanno facendo verifiche accurate negli allevamenti e negli stazzi presenti sul territorio, e non solo. Si sospetta infatti che il cadavere trovato alla periferia di Castrovalva possa appartenere a un pastore o a un immigrato irregolare che viveva e lavorava in qualche allevamento tra l’Abruzzo, il Lazio e la Campania, da clandestino, senza assunzione e senza documenti. Insomma una situazione fuori dalle regole che avrebbe potuto creare molti problemi al suo datore di lavoro, il quale trovatosi con le spalle al muro, non ha trovato cosa migliore che quella di scaricare il cadavere in un posto molto lontano, dove sarebbe stato trovato con difficoltà, e sicuramente a distanza di parecchi giorni. Come poi è avvenuto.
Insomma la storia continua ed è in pieno sviluppo, e già dai prossimi giorni, il sostituto procuratore Edoardo Mariotti, ordinerà ulteriori accertamenti che dovrebbero quantomeno portare ad acquisire nuovi elementi utili alle indagini per arrivare alla soluzione del caso.
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