Cadono calcinacci dal ponte Belvedere

Tragedia sfiorata, pezzi di intonaco precipitati dove non vi erano passanti o auto. L’area a rischio è stata transennata
L’AQUILA. Cadono i calcinacci dal ponte di Belvedere e solo il caso evita tragedie o danni. Il fatto, che ha destato non poco allarme tra i residenti, si è verificato nel primo pomeriggio di ieri. I vigili del fuoco hanno rimosso altri pezzi di intonaco che potevano precipitare. La zona sottostante, nel punto dove sono caduti i calcinacci, era già transennata, ma qualcuno aveva rimosso le barriere che impedivano i parcheggi. Ora sono state riposizionate nuove transenne ancora più grandi, in modo che nessuno pensi di spostarle. Il timore di danni strutturali, secondo i vigili del fuoco, è infondato. Gli operatori sono rimasti in zona fino alle 18, quando sono stati completati gli interventi. Il ponte di Belvedere, realizzato nella metà degli anni Sessanta dall’impresa edile Martella, a 11 anni dal sisma dev’essere ancora risistemato anche perché è un collegamento importante per il centro storico, ma è tutto fermo. Questo perché alcuni mesi fa lo studio tecnico Romolini ha rinunciato all’incarico per carenza di fondi a disposizione. Ora sembra che ci siano almeno quasi tre milioni per avviare i lavori, ma non si vede nulla. Di recente, comunque prima dell’incidente di ieri, lo stesso presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, si è mobilitato per chiarire le ragioni per le quali la pratica non viaggia alla giusta velocità. Comunque, il 21 febbraio scorso, è stato individuato il nuovo Rup per i lavori di consolidamento e ammodernamento del ponte. Si tratta dell’ingegnere Mario Di Gregorio.
«Il ponte è sicuro», commenta il capogruppo della Lega in consiglio Francesco De Santis, «come hanno rassicurato più volte i tecnici e gli assessori, ma dopo un decennio era prevedibile un naturale deterioramento. Siamo al giro di boa del mandato ed è ora di accelerare l’iter per ridare all’Aquila un ponte sicuro, nuovo, stabile». Raffaele Daniele, vicesindaco, ritiene «che ora debba essere presa subito una decisione definitiva» e prepara un incontro pubblico.
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