Cadono le accuse di corruzione: assoluzione per Ezio Stati e figlia

16 Dicembre 2022

Dodici anni fa l’arresto dell’ex esponente della Dc e l’uscita di scena dell’allora assessore regionale Prosciolti per avvenuta prescrizione Angeloni e Stornelli, ex presidenti della Valle del Giovenco calcio 

AVEZZANO. Dopo dodici anni di udienze e processi, sono stati assolti con formula piena. Secondo il tribunale di Avezzano, per l’ex assessore della Regione Abruzzo, Daniela Stati, per il padre Ezio e per l’ex marito Marco Buzzelli il fatto non sussiste. Per gli imprenditori Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli, ex presidenti della Valle del Giovenco calcio, c’è stato il proscioglimento per intervenuta prescrizione dei reati. La sentenza, emessa dal collegio, è arrivata nel primo pomeriggio di ieri. Ezio Stati, che come la figlia avevano rinunciato alla prescrizione, era stato arrestato ad agosto del 2010 ed era tornato a casa, ai domiciliari, dopo quattordici giorni di carcere e undici di sciopero della fame. La Stati, invece, era stata costretta a dimettersi dalla carica di assessore regionale alla Protezione civile. Il pubblico ministero Ugo Timpano aveva chiesto l’assoluzione perché «le prove non sono idonee e sono incerte». I cinque imputati erano accusati di corruzione nel post sisma dell’Aquila.
LA SENTENZA
La formula assolutoria è arrivata alle 14.43 quando il giudice Camilla Cognetti (a latere Paolo Lepidi e Giampietro Lattanzio) ha pronunciato la sentenza alla presenza di due degli imputati. In aula c’erano sia Ezio Stati che la figlia Daniela. Una sentenza che arriva a quasi 12 anni e mezzo dall’arresto, con un processo fatto di tanti colpi di scena e caratterizzato da prese di posizione da parte di Ezio Stati, già esponente regionale della Democrazia cristiana (di cui era tesoriere). Stati si è sempre definito vittima di “malagiustizia”, tanto che sei anni fa era arrivato a presentare una istanza al ministero della Giustizia, al procuratore generale della Corte d’Appello dell’Aquila e al procuratore generale della Corte di cassazione a Roma. Dall’Aquila il processo era stato successivamente trasferito ad Avezzano.
«FINE DI UN INCUBO»
«Dopo 12 anni, 4 mesi, 13 giorni e 9 ore, e dopo aver rinunciato anche alla prescrizione, arriva la fine di un incubo», sono state le prime parole di Stati all’uscita dall’aula 2 del tribunale di Avezzano, «assolti perché quei reati non li abbiamo mai commessi. Anni difficili, di sofferenza, di dolore per tutta la famiglia. Credo che ci siano stati molteplici errori da parte della polizia giudiziaria dell’epoca», continua Stati, «con la serenità dei prossimi giorni avrò modo di far capire all’opinione pubblica che cosa è successo». Per il difensore della famiglia Stati, Alfredo Iacone, «l’innocenza dei miei assistiti è sempre stata evidente, ma ci sono voluti 12 anni per ottenere giustizia. Si sono alternati, tra il tribunale dell’Aquila e quello di Avezzano, decine tra gup, pm e giudici».
L’INCHIESTA
L’accusa si basava su una presunta attività illecita finalizzata a ottenere il vantaggio per essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione del post terremoto all’Aquila. Rimasero coinvolti gli ex dirigenti della società sportiva Valle del Giovenco, Angeloni e Stornelli. Per l’accusa, la Stati avrebbe agito in qualità di assessore regionale, attraverso la fattiva partecipazione del padre Ezio e di Buzzelli, per agevolare Angeloni, ex deputato, e Stornelli. I due si sarebbero mossi rispettivamente quale referente delle società di calcio e dell’Auxilium Tech il primo, e come amministratore delegato di Selex Se.Ma. spa e presidente della società Valle del Giovenco, il secondo (squadra di calcio scomparsa, ndc). I due imprenditori erano assistiti dall’avvocato Antonio Milo. Che commenta così: «Da sempre abbiamo creduto nell’innocenza degli imputati, sono contento che ciò sia stato stabilito dal tribunale di Avezzano».
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