Cagnano si schiera in difesa della scuola

16 Marzo 2011

Lo spopolamento mette a rischio servizi essenziali, inaugurata l'aula di informatica

CAGNANO AMITERNO. Una scuola grande, moderna, luminosa. Solo sfiorata dal terremoto. Ma, dopo due anni, nel cortile ci sono ancora le tende blu della Protezione civile. Solo precauzione, non ci sono emergenze in atto. Ma nessuno può dimenticare. Siamo nell'Alta Valle dell'Aterno, comune di Cagnano Amiterno. Qui il sisma del 2009 ha fatto meno danni che altrove, anche se lo sciame sismico dei Monti Reatini, negli ultimi mesi, non lascia tranquilli. E le 11 frazioni, non risparmiate dallo spettro dello spopolamento, rischiano di perdere servizi fondamentali. Come la scuola, appunto.

L'edificio scolastico è sicuro: le due tende potrebbero servire, in caso di scossa e conseguente evacuazione, per ospitare temporaneamente i circa 90 alunni del plesso, tra infanzia, elementari e medie. La redazione mobile del Centro fa tappa proprio davanti alla scuola, nella frazione di San Cosimo. E' una giornata importante. All'interno ci sono il dirigente scolastico Antonio Lattanzi, il sindaco Donato Circi, gli amministratori dei comuni vicini, i carabinieri della locale stazione, il parroco, i genitori.

L'intera comunità si è data appuntamento, per l'inaugurazione della nuova aula di informatica, intitolata a Domenico e Maria Paola, i figli del caporedattore del Centro Giustino Parisse, strappati alla vita quella terribile notte di due anni fa. I computer sono stati donati dal circolo culturale La Chenga, grazie ai fondi raccolti durante la "Cinghialata" del 2009, con il contributo della filiale della Banca di Credito Cooperativo di Roma.

Il taglio del nastro ha un valore doppiamente simbolico: consegnare alle nuove generazioni la memoria storica del tragico evento, ma anche testimoniare la tenacia con cui gli abitanti di Cagnano vogliono difendere la loro scuola. Per dare un futuro ai loro figli e al territorio, la scuola va tutelata.

Il "nemico" è rappresentato dalla politica dei tagli messa in atto dal governo, che rischia di far chiudere i plessi scolastici più piccoli. Lo ricordano nei loro interventi il dirigente scolastico Antonio Lattanzi, la presidente del Consiglio d'istituto Alda Bellini, il sindaco Donato Circi. C'è l'impegno di tutti, istituzioni e cittadini: il numero sempre più basso di alunni è il primo segnale dello spopolamento con cui stanno facendo i conti molte zone montane.

«La gente va via» dice il sindaco «e noi non possiamo stare a guardare. Per incentivare la rinascita economica, allora, occorre programmare strumenti e misure di sostegno. La zona franca, ad esempio, va estesa a tutti i comuni del cratere sismico. Altrimenti si rischia il tracollo».

Cagnano Amiterno ha circa 1500 abitanti, distribuiti su ben 11 frazioni. Il terremoto non ha causato grossi danni e nei paesi con abitazioni lesionate - San Giovanni, San Pelino, Torre e Fossatillo - la ricostruzione procede regolarmente. Si segue con attenzione la vertenza del cementificio Sacci, che rappresenta la realtà produttiva e occupazionale più importante del comprensorio.

«Oltre allo spopolamento», aggiunge il sindaco Circi, «abbiamo il problema della fornitura di acqua. Su 330mila metri cubi acquistati, ne incassiamo solo 85mila, a causa delle dispersioni della rete idrica. La Regione ha stanziato un milione di euro, per intervenire al più presto».
Nella scuola, intanto, risuona l'Inno di Mameli, intonato dal flauto dagli alunni delle medie. E i cuori si rinfrancano.