Cala il sipario sulla 3 giorni di Street science

27 Settembre 2020

Il rettore rilancia l’obiettivo della ripresa della didattica in presenza, almeno per il 70-80% dei ragazzi

L’AQUILA. Organizzazione piuttosto impegnativa, ma bilancio positivo della tre giorni di Street Science, la manifestazione sostenuta dall’Università dell’Aquila al fine di sostenere la ricerca e la divulgazione scientifica. Nonostante le difficoltà aggiuntive dovute al maltempo e alle disposizioni anti-Covid, lo staff dell’ateneo aquilano è riuscito a garantire quel segnale di continuità auspicato dal rettore Edoardo Alesse. Inoltre, le iniziative, le camminate in centro storico e i dibattiti hanno rappresentato una prova tecnica generale in vista della ripresa delle attività didattica prevista per il prossimo 5 ottobre.
Lo stesso rettore ha più volte rilanciato l’obiettivo della ripresa della didattica in presenza dando la possibilità di seguire le lezioni almeno al 70-80% degli studenti.
Nonostante l’inclemenza del tempo in tanti hanno partecipato alla manifestazione, comunque avvicinandosi a quelle attività che solitamente si fanno in laboratorio. L’iniziativa si è anche rivelata un buon test per capire l'efficacia dei nuovi protocolli di sicurezza. Eventi molto partecipati, quelli dedicati alle fake news, alle donne impegnate nella scienza, al rischio idrogeologico e alla Protezione civile che ha puntato a coinvolgere anche la popolazione nella gestione delle calamità. Ora l'attesa è per il 27 novembre, la nuova data designata per l’altra notte dei ricercatori, quella di Sharper.
Gli obiettivi sono gli stessi: far incontrare i ricercatori e i cittadini (gli scorsi anni le due iniziative coincidevano). Tra i sette progetti sostenuti dalla Commissione europea in Italia, Sharper porta la “Notte” in dodici città italiane tra cui il capoluogo d’Abruzzo. (fab.i.)
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