Calamità, patto per soccorsi veloci: «Così l’Abruzzo è regione modello»

5 Ottobre 2022

L’Esercito affiancherà la Protezione civile sotto lo stretto coordinamento della prefettura dell’Aquila Si punta a migliorare la sicurezza. Previste esercitazioni simulando terremoti, alluvioni, ricerca dispersi

L’AQUILA. Terremoti, alluvioni, ricerca di persone disperse. L’Abruzzo, da oggi, ha uno strumento in più per velocizzare gli interventi in caso di calamità naturali o incidenti. Sarà l’Esercito a scendere in campo al fianco della Protezione civile, sotto il coordinamento della prefettura. Ieri, a palazzo dell’Emiciclo, all’Aquila, è stato siglato il protocollo d’intesa tra Regione, prefettura dell’Aquila e Comando forze operative del Sud dell’Esercito italiano che stabilisce la procedura codificata d’intervento e l’entrata in campo delle forze armate. Alla stesura del documento si è lavorato per oltre un anno.
ESERCITO IN CAMPO
Tornando indietro nel tempo, viene in mente il tragico 6 aprile 2009, quando il terremoto colpì L’Aquila. Più recente la tragedia della slavina sul Monte Velino, che ha causato la morte di quattro escursionisti, cercati per giorni e giorni sotto la neve. Così come l’incendio che devastò la piana di Campo Imperatore, nel 2017, mandando in fumo ettari di vegetazione. Calamità naturali che hanno richiesto una sinergia tra le varie istituzioni, le forze di polizia e la Protezione civile. La discesa in campo dell’Esercito, in molti casi, è stata fondamentale. E proprio per coordinare al meglio l’azione e la relativa copertura finanziaria delle forze armate è stato promosso il protocollo siglato ieri dal prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, dal presidente della Regione, Marco Marsilio, dal comandante delle forze operative Sud, generale di Corpo d’armata, Giuseppe Nicola Tota, e dal direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini.
COSA PREVEDE
L’accordo disciplina l’eventuale impiego operativo e tutta una serie di attività di addestramento e di esercitazioni comuni nell’ambito della Protezione civile, per sviluppare una risposta sinergica e immediata da parte dell’Esercito dislocato sul territorio regionale, per la gestione di eventi calamitosi in Abruzzo. L’attività sarà svolta sulla base di particolari scenari di rischio, da identificare congiuntamente, e prevede il coinvolgimento di personale delle varie istituzioni munito di comprovata esperienza. «Con questo protocollo», ha dichiarato il presidente Marsilio, «intendiamo migliorare il già esistente rapporto tra la Protezione civile e le forze armate, intervenendo sul perfezionamento della catena di comando e sulla velocizzazione delle iniziative da intraprendere. La tragedia sul Monte Velino, che ha causato la morte di quattro escursionisti, ha visto la sinergia operativa tra i vari corpi, istituzioni e associazioni di volontariato. Questa dolorosa circostanza ci ha aiutato a comprendere ciò che andava migliorato: il frutto di questa collaborazione è il protocollo che stabilisce la procedura codificata di intervento e di entrata in campo delle forze armate, insieme Protezione civile. Siamo una regione modello».
PIù SICUREZZA
Uno strumento che, come nelle intenzioni della prefettura dell’Aquila, che ha promosso l’accordo «contribuirà a migliorare sia la velocità, che la capacità di intervento e di efficacia di tutto il sistema per la sicurezza degli abruzzesi». La Protezione civile e il Comando per le forze operative Sud, compatibilmente con le capacità tecniche del personale e dei mezzi a disposizione, potranno avvalersi dell’apporto fornito dagli enti operativi e territoriali dislocati in regione. In particolare, nell’accordo viene precisato che l’intervento dell’Esercito, sia in casi di emergenza che in fasi normali prevede la specifica richiesta, da parte del prefetto, al comando multifunzione di competenza. In caso di richiesta da parte della Protezione civile, la procedura deve essere richiesta dal prefetto dell’Aquila. L’accordo ha la durata di 3 anni e potrà essere rinnovato.
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