Calciatore morto, assolto dirigente dell’Amatori Aielli

AIELLI. Era accusato di omicidio colposo in qualità di dirigente della squadra di calcio amatoriale dell’Aielli per la morte del giocatore di Giuseppe (Pino) Tofani, nel corso di un incontro di...
AIELLI. Era accusato di omicidio colposo in qualità di dirigente della squadra di calcio amatoriale dell’Aielli per la morte del giocatore di Giuseppe (Pino) Tofani, nel corso di un incontro di calcio del campionato amatori a Bugnara. È stato però assolto dal tribunale di Sulmona. Si tratta di Gaetano Marinucci, 59 anni, di Aielli, che secondo l’accusa lo ha fatto giocare pur non essendo in possesso di un certificato medico. Infatti, secondo quanto emerso durante il processo, il calciatore era in possesso di un documento non valido. Secondo l’accusa, quindi, il dirigente non avrebbe dovuto far entrare in campo il giocatore e avrebbe dovuto verificare la veridicità del documento medico di sana e robusta costituzione. I fatti risalgono al 16 febbraio 2013. A Bugnara, durante la partita, Tofani era entrato in campo negli ultimi 15 minuti. Dopo un po’ si era accasciato a terra ed è morto per un arresto cardiaco. Dopo diverse udienze, il giudice del tribunale di Sulmona, Marco Billi, ha accolto la tesi difensiva, sostenuta dall’avvocato Pasquale Milo, ritenendo Marinucci estraneo ai fatti e assolvendolo con formula piena. La difesa è riuscita a dimostrare che Marinucci era stato squalificato come dirigente (per tre giornate) e quindi non avrebbe mai potuto interferire nella situazione di gioco. In sede civile, i familiari di Tofani, assistiti dall’avvocato Berardino Terra, hanno ottenuto un risarcimento di 400mila euro. Il tribunale di Sulmona ha stabilito che la Federazione italiana gioco calcio (Figc), la Lega nazionale dilettanti e la Asd Amatori Aielli si resero al 50 per cento responsabili di quel decesso, non avendo preteso e vigilato sulle regolari certificazioni per l’attività agonistica. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

