Calcio da risollevare: le ricette dei sette candidati sindaci

23 Maggio 2017

Incontro tra tifosi e politici su un tema molto sentito «Gli imprenditori investano di più su sport e sociale»

L’AQUILA. Ricognizione sugli impianti sportivi esistenti, verifica delle convenzioni con le società, supportare le società dilettantistiche, chiamare a raccolta imprenditori, locali o meno, che con la ricostruzione si sono arricchiti, per sostenere L'Aquila calcio, convincere l'attuale società a passare la mano. È quanto emerso dall'incontro di ieri sera tra i sette candidati sindaco e il supporter trust dei tifosi del calcio “L'Aquila me”. L'incontro, moderato dal presidente del supporter trust, Marco Mancini, partiva ovviamente sulla situazione dell'Aquila calcio «dopo tre anni disastrosi». Presenti tutti e sette i candidati sindaco, Giancarlo Silveri, Nicola Trifuoggi, Pierluigi Biondi, Americo Di Benedetto, Carla Cimoroni, Fabrizio Righetti, Claudia Pagliariccio. La discussione riguardato anche l’indagine penale, svelata dal Centro lo scorso 24 aprile, che ha coinvolto alcuni tifosi aquilani e che scaturisce dalle contestazioni di queste settimane nei confronti dell’attuale dirigenza rossoblù.
«Si parla di accuse surreali», ha detto Marco Mancini, «si va dalla violenza privata alla tentata estorsione. Ma questa non è Gomorra, qui siamo persone perbene» commento che ha scatenato l’applauso dei tifosi che gremivano la sala Rivera di Palazzo Fibbioni. Su ogni argomento, i candidati hanno dato la loro opinione. Sullo scollamento tra società di calcio e città, situazione dei campi sportivi, gestione degli stessi, come risolvere i problemi dell’Aquila calcio. E mentre Silveri spiegava di essere stato presidente di una Unione sportiva e di conoscere bene le problematiche delle piccole società, Trifuoggi ha annunciato che se l’inchiesta sui tifosi dovesse andare avanti, lui è pronto a difendere a spada tratta chi dovesse trovarsi coinvolto.
Biondi chiede una «ricognizione sugli impianti esistenti», ricordando che grazie al campo di Villa Sant’Angelo che fu risparmiato dalla tendopoli, le società del territorio riuscirono a fare attività e a portare avanti i campionati. E poi tante proposte, «invogliare i soggetti interessati all’Aquila calcio» (Di Benedetto), «imprenditori che hanno guadagnato col terremoto, reinvestano parte dei guadagni nelle attività sociali, sport e cultura», (Carla Cimoroni), «maggiore trasparenza, basta spot, come sarà gestito il palazzetto dello sport giapponese?» (Righetti), «immaginare un percorso con azionariato diffuso, grandi, piccole, medie imprese e tifosi, come negli anni ’30, quando fu creato un fondo pro L’Aquila» (Claudia Pagliariccio). E poi ancora il discorso è scivolato sulla situazione degli altri campi di calcio, da Coppito a Roio, dello stadio Gran Sasso- Italo Acconcia, ancora in parte inagibile, dei palazzetti, sulla necessità di verificare le convenzioni con le società sportive. E tanto altro ancora. (r.p.)
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