Calcio, si alza il sipario sulla Terza categoria

5 Ottobre 2019

Presentati ad Avezzano i calendari dei campionati, si parte il 13 ottobre  Il presidente Figc Ortolano critica i mancati interventi sugli impianti sportivi

L’AQUILA. L’opportunità l’ha fornita la compilazione dei calendari di calcio di Terza categoria (al via il 13 ottobre), organizzata nella Residenza dei Marsi di Avezzano. Ma la cerimonia, svoltasi alla presenza del presidente regionale della Figc Daniele Ortolano, del suo vicario Ezio Memmo, del presidente regionale Aia Angelo Martino Giancola e del suo sostituto Angelo Pasqua, era un’occasione troppo ghiotta per non allargare il discorso e focalizzare l’attenzione sui numerosi problemi che affliggono il settore dilettantistico regionale, e marsicano in particolare.
Dopo aver illustrato le novità inerenti le nuove normative che regolano il calcio a partire da questa stagione, è stato affrontato il discorso relativo alla situazione delle strutture sportive locali, con particolare riferimento ai campi della zona, tutti sotto la lente d’ingrandimento della prefettura aquilana per via di piccole o grandi carenze dal punto di vista strutturale. Un problema esploso dopo la discesa dell’Aquila calcio in Prima categoria. Il timore di dover fronteggiare tifosi in numero esorbitante al seguito della formazione del capoluogo, ha destato preoccupazione e il prefetto ha dichiarato inagibili i campi di Celano, Luco dei Marsi, Capistrello, Canistro, Trasacco, Magliano, Tagliacozzo e Paterno. Ma sulla questione il presidente Ortolano la pensa in maniera diversa: «Purtroppo per un lungo periodo, i sindaci hanno ritenuto che le strutture destinate allo sport fossero in regola, ma quando le autorità preposte hanno deciso di effettuare una verifica più approfondita, sono emerse criticità del tutto inaspettate e la logica conseguenza è stata l’invito a regolarizzare le diverse posizioni in difetto e quindi, in assenza delle agibilità, sono scattati i divieti». Poi Ortolano fa un distinguo: «Alle società di Seconda e Terza categoria sono state però segnalate inadempienze a mio giudizio assurde e prive di buon senso, ma non voglio entrare nei particolari per non alimentare ulteriori polemiche. Noi», prosegue Ortolano, «abbiamo però il dovere di preservare queste piccole realtà, che quasi sempre si reggono grazie al contributo di pochi volontari che impegnano gratuitamente il loro tempo libero per far divertire i giovani».
E con la chiusura di tanti settori destinati al pubblico, molte squadre sono costrette a fare a meno dei loro tifosi e di quei piccoli introiti derivanti alla vendita dei biglietti: «Giocare a porte chiuse», conclude il presidente, «non ha senso nel modo più assoluto, ma la discesa dell’Aquila Calcio tra i dilettanti non può e non deve essere un giustificativo a questo stato di cose, perché le inadempienze risalgono a molti anni addietro, e le mancanze è giusto che vengano regolarizzate». Sulla stessa lunghezza d’onda il vicario Ezio Memmo: «Ci stiamo attivando con i vari prefetti per trovare le giuste soluzioni e incontri del genere sono oltremodo utili alla causa».
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