Call center, altre centinaia di posti a rischio

Proclamato lo stato di agitazione al Consorzio Lavorabile, la commessa Inps è in bilico
L’AQUILA. Ancora posti di lavoro in bilico e ancora in un call center. A proclamare lo stato di agitazione sono stati i 400 operatori del Consorzio Lavorabile, che gestisce la mega commessa Inps, affidata in subappalto alla struttura aquilana dalla Trascom, nella stessa sede di Pettino dove la multinazionale ha lavorato fino al terremoto del 2009. Gli addetti del call center, che sono assunti a tempo indeterminato, ieri si sono riuniti in assemblea, alla presenza dei sindacati, per decidere le prossime mosse. Il Consorzio Lavorabile rischia la chiusura o, nel migliore dei casi, un forte ridimensionamento. La commessa Inps è infatti scaduta lo scorso 15 giugno e, in attesa che venga emanato un nuovo bando per l’affidamento della gestione, è stata prorogata fino alla fine dell’anno. Ma c’è un cavillo burocratico che fa tremare i 400 dipendenti: la cosiddetta clausola sociale – già applicata per il personale del call center Globe Network – non prevede la tutela dei lavoratori impiegati in subappalto. E se arriva una nuova società, non è obbligata a riassumere gli stessi addetti. Anzi, il nuovo gestore della commessa potrebbe anche decidere di delocalizzare il sito. I sindacati vogliono anticipare i tempi: sollecitare subito l’apertura di un tavolo istituzionale, con il coinvolgimento degli amministratori e dei parlamentari locali, e ottenere che nelle more del bando venga inserita la salvaguardia dell’attuale personale e delle professionalità acquisite. «Il problema della non applicabilità della clausola sociale, unito al fatto che si tratta di dipendenti appartenenti a una cooperativa», spiega il segretario della Uil-Fpl Simone Tempesta «mette a serio rischio i 400 posti di lavoro. Chiediamo che nel bando in fase di predisposizione, venga messo nero su bianco che devono essere tutelati gli attuali lavoratori e che la commessa deve restare sul nostro territorio. Altrimenti, il nuovo gestore potrebbe anche dirottarla in qualche azienda del sud, oppure all’estero. Serve l'impegno della Regione, con la convocazione di un tavolo istituzionale, e della politica locale». All’assemblea hanno partecipato anche Francesco Marrelli della Fp-Cgil, Marilena Scimia della Slc-Cgil, Piero Francazio della Uilcom-Uil e Antonio De Simone della Fistel-Cisl.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

