Call center, altri 180 lavoratori in piazza per difendere il posto

Giornata di sciopero dei dipendenti di Olisistem. I sindacalisti: «Temiano che possa chiudere prima che si concluda l’appalto per la commessa con Poste e salti così la clausola sociale»
L’AQUILA. Due scioperi in tre giorni. È in fibrillazione il settore dei call center dell’Aquila.
Dopo la mobilitazione che, venerdì scorso, ha visto protagonisti i lavoratori del contact center dell’Inps – che hanno protestato perché il passaggio di consegne della commessa da Transcom a Comdata rischia di escludere 130 di loro dalla clausola sociale e quindi dalla possibilità di essere riassorbiti dal nuovo gestore – ieri è stata la volta dei dipendenti della Olisistem Start (ex E-Care), azienda che gestisce due commesse, una di Poste Italiane e l’altra di Acea.
IL SIT-IN DI PROTESTA. I lavoratori hanno aderito a uno sciopero nazionale – Olisistem impiega infatti 2.400 persone sparse tra Torino, Milano, Roma, Napoli, Bari e L'Aquila – indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, tenendo un presidio davanti alla sede della prefettura, in corso Federico II.
COMMESSA POSTE. La situazione più delicata riguarda le 180 persone impiegate nella commessa Poste. Quest’ultima ha istruito da oltre un mese un bando a inviti, a cui hanno risposto sette aziende, per l’assegnazione del servizio ma non ha ancora comunicato l’esito della gara. Il problema è che la Olisistem Start (che non è stata invitata a partecipare al bando) naviga in cattive acque: lavoratori e sindacati temono che l'azienda possa avviare una procedura di concordato preventivo o addirittura inoltrare un'istanza di fallimento, prima della chiusura dell'appalto.
RISCHIO DEL CONCORDATO. Se ciò dovesse verificarsi, verrebbero meno gli obblighi imposti dalla clausola sociale, con l’azienda aggiudicante che, a quel punto, potrebbe rivolgersi ad altri lavoratori o spostare altrove la commessa. I sindacati chiedono a Poste di accelerare i tempi e di rendere noti sia i vincitori del nuovo bando sia i suoi contenuti. Ieri una delegazione sindacale, insieme alla deputata del Pd Stefania Pezzopane, presente al presidio insieme all'ex vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha incontrato il prefetto, a cui è stato chiesto di farsi da tramite, su questa vertenza, con il ministero del Lavoro e la presidenza del Consiglio.
DUE RICHIESTE. Una richiesta che fa seguito a quella avanzata dal sindaco Pierluigi Biondi lo scorso 30 settembre, in occasione della riapertura di un ufficio di Poste in centro storico. Quel giorno il primo cittadino aveva consegnato direttamente all'ad dell'azienda, Matteo Del Fante, una lettera che sottolineava l'urgenza di assegnare l'appalto. «Oggi (ieri, ndc)», affermano Antonio De Simone (Fistel Cisl), Marilena Scimia (Slc Cgil) e Piero Francazio (Uicolm Uil), «abbiamo portato sul tavolo del prefetto il grido di rabbia e preoccupazione dei lavoratori. Le tempistiche sono fondamentali. Qui all’Aquila non possiamo perdere nessun posto di lavoro».
SONO IN 180. I lavoratori coinvolti sono in tutto 180, ma per Olisistem, all'Aquila, lavorano altre 106 persone, impegnate nella gestione della commessa Acea. Per questi lavoratori, tuttavia, la situazione sembra essere meno complicata: il nuovo bando è stato fatto ed è stato vinto da un'azienda abruzzese, la Tecnocall srl, che potrà riassumere tutti applicando la clausola sociale col principio della territorialità. I tavoli di concertazione dovrebbero partire, dicono i sindacati, la prossima settimana.
INDIVIDUARE PERCORSO. «Le difficoltà esposte dalla Olisistem negli incontri con i sindacati dei giorni scorsi, impongono un impegno del governo e delle istituzioni per individuare il percorso utile alla salvaguardia della società e dei posti di lavoro», afferma Stefania Pezzopane. «Va applicata la clausola sociale con il criterio della territorialità. La Regione apra un tavolo permanente per seguire le vertenze dei call center in Provincia dell'Aquila. Mi sono impegnata a sollecitare il governo e in particolare il ministero del Lavoro affinché convochi Olisistem».
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