Call center, sciopero per il posto di lavoro

Sindaco, Pezzopane e Palumbo a fianco degli operatori. Biondi: «La città non può perderne neppure uno»
L’AQUILA. Un centinaio di lavoratori del call center Inps dell’Aquila hanno partecipato, ieri mattina, allo sciopero indetto dalle segreterie provinciali di categoria di Cgil, Cisl e Uil per protestare contro il rischio licenziamento, che incombe su 130 persone (16 di Transcom, la società che ha gestito la commessa fino a oggi, e 113 del Consorzio Lavorabile, che ha lavorato in subappalto). Gli operatori che rischiano il posto sarebbero privi, per vari motivi – secondo Comdata, l’azienda subentrata a Transcom nella gestione della commessa, dopo la nuova gara d’appalto indetta dall’Inps – dei requisiti richiesti (l’aver dedicato alla commessa il 70% di ore lavorative prestate nei sei mesi intercorsi dal 2 agosto al 2 febbraio) per usufruire della clausola sociale, la norma che prevede che, in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con lo stesso committente, il rapporto di lavoro prosegua con l’appaltatore subentrante.
A oggi né i sindacati, né gli stessi dipendenti sanno chi è a rischio esubero. Del resto, fino a pochi giorni fa, l’azienda aveva rassicurato tutti i lavoratori circa il loro riassorbimento. La situazione è precipitata nelle ultime 48 ore. «La clausola sociale che l’azienda entrante intende applicare unilateralmente, determinerà licenziamenti, soprattutto nel Consorzio Lavorabile», dicono i sindacati. «Dobbiamo fermare questo scempio. Chiediamo la corretta applicazione della clausola e che le garanzie date verbalmente da Comdata sui tavoli interlocutori vengano messe per iscritto».
«Inps si faccia garante affinché nessun lavoratore aquilano resti fuori dal perimetro occupazionale», ha sottolineato Piero Francazio, della Uil. «Iniziamo con lo sciopero di oggi (ieri, ndc), ma andremo avanti fino a quando la situazione non verrà risolta», ha annunciato Marilena Scimia, della Cgil. Alla manifestazione di ieri, davanti ai cancelli della Uil, nel nucleo industriale di Pile, erano presenti anche il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, la deputata del Pd Stefania Pezzopane, e il capogruppo del Pd in consiglio comunale Stefano Palumbo.
«Ho già depositato un’interrogazione parlamentare», ha annunciato la Pezzopane, «per chiedere un intervento urgente del governo. La Comdata non può fare furberie, l’Inps richiami il gestore della commessa alle sue responsabilità, prima fra tutte il rispetto della clausola sociale. Ciò che sta avvenendo è una vergogna inaccettabile. Andrò io stessa a protestare sotto l’Inps. Avevamo avvertito per tempo, ora si diano le risposte. I lavoratori e le loro famiglie attendono con ansia. I licenziamenti, qui come in altre zone del Paese, sono già partiti. Si rischia una carneficina sociale». Biondi ha usato toni più morbidi: «Sui licenziamenti è in corso un balletto di cifre e numeri tra azienda e sindacati e penso che un confronto sia auspicabile, oltre che utile, per fare chiarezza. la città non deve perdere neppure un posto di lavoro».
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