Call center, è scontro tra Cretarola e Biondi

Lavorabile, si attende la commessa Inps. Il sindacalista: Comune assente. La replica: impegno costante
L’AQUILA. La nuova commessa Inps verrà aggiudicata entro la fine di marzo. Nel frattempo sale l’incertezza sul futuro occupazionale dei 560 operatori del contact center Lavorabile, che stanno lavorando in proroga fino a giugno. E continua il botta e risposta tra il sindaco Pierluigi Biondi e il sindacalista e presidente dell’associazione Lavori@amo per L’Aquila, Venanzio Cretarola, che ha denunciato la scarsa attenzione, da parte delle istituzioni, alla vertenza dei call center aquilani, che oltre agli addetti di Lavorabile coinvolge anche i colleghi di Ecare, dove sono ancora in ballo 100 licenziamenti. Piccata la replica del sindaco, che sottolinea di essere impegnato con i sindacati per individuare le soluzioni migliori e di non accettare lezioni da Cretarola. L’ultimo tavolo regionale è stato convocato dal vicepresidente Giovanni Lolli e dal sindaco Biondi lo scorso 4 agosto e si sarebbe dovuto aggiornare entro un mese. Ma tutto è fermo, mentre le cronache nazionali sugli altri siti impegnati nella stessa commessa disegnerebbero scenari pericolosi per il consorzio aquilano, secondo Cretarola, che invoca «politiche per il lavoro preventive e utilizzo dei fondi per lo sviluppo del cratere sismico prioritariamente per le aziende che creano nuova occupazione». Al di là delle polemiche, non dovrebbe passare in secondo piano la vicenda dei 560 operatori di Lavorabile, che attendono con ansia l’esito del bando Inps, le cui procedure di aggiudicazione si sono rivelate lunghe e insidiose: se verrà applicata la cosiddetta clausola sociale, che tutela l’attuale personale, non ci sono però garanzie sul mantenimento della territorialità, con il rischio di trasferimenti e diverso trattamento economico e normativo. «Se oltre 500 lavoratori sollecitano le istituzioni ad occuparsi dei problemi dei cittadini», spiega Cretarola, «non vuol dire dare lezioni di stile. Vuol dire solo chiedere al proprio sindaco, e non solo a lui, di occuparsi anche dei loro problemi, dopo 6 mesi di silenzio. Chiediamo da mesi di fare ciò che per la clausola sociale ha fatto il ministero dei Trasporti, garantendo che nei cambi di gestione degli appalti si garantiscano livelli occupazionali, sede di lavoro e trattamento economico e normativo. Purtroppo, sui call center questo non avviene, secondo noi illegittimamente. Per questo, da mesi, sollecitiamo il coinvolgimento del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti».
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