Calunniò Di Donato e due assessori ex vicesindaco condannato a 3 anni

Amicone, interdetto anche per 5 anni dai pubblici uffici, presentò esposti contro gli amministratori sulla gestione degli appalti da 12 milioni di euro relativi ai campionati Juniores di sci del 2012
ROCCARASO. Tre anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: la pesante condanna nei confronti dell’ex vicesindaco di Roccaraso Alessandro Amicone è arrivata ieri mattina dal giudice del tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio a distanza di sette anni dai fatti contestati. Amicone è finito sotto processo con l’accusa di calunnia continuata aggravata nei confronti del sindaco Francesco Di Donato e di altre 4 persone: gli allora assessori Patrizia Olivieri e Domenico Cordisco, e i gestori degli impianti di risalita Mauro Del Castello della Sifatt, e Luca Colecchi amministratore della Pizzalto srl, per fatti legati agli appalti inerenti allo svolgimento dei mondiali Juniores di sci che si sono svolti a Roccaraso nel 2012. Originariamente erano finiti sotto processo anche il giornalista del Giornale d’Italia Federico Colosimo e il direttore responsabile della testata, Francesco Storace, entrambi per diffamazione. In alcuni articoli pubblicati sul quotidiano Il Giornale d’Italia, nel 12 e 13 novembre 2013, si lanciavano pesanti accuse sulla gestione dei dodici milioni di euro a disposizione del Comune per l’organizzazione dei campionati. Accuse che sono andate in prescrizione. Però non quelle di calunnia nei confronti di Alessandro Amicone per una serie di esposti e denunce presentati tra il 2013 e il 2015 alla Procura di Sulmona contro il sindaco Francesco Di Donato e contro gli ex assessori Olivieri e Cordisco. Per i contenuti di quelle denunce, il giudice Pinacchio, ha ritenuto colpevole l’imputato condannandolo alla pena di tre anni di reclusione e all’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. Inoltre Amicone dovrà pagare tutte le spese processuali, anche quelle sostenute dalla parte civile. Mentre i risarcimenti dovranno essere calcolati in separata sede. «Una sentenza che ci dà ragione. È la conferma che negli esposti il sindaco Di Donato e gli amministratori comunali sono stati falsamente accusati di fatti qualificati come illegittimi e arbitrari relativamente alla gestione del mondiali di sci», afferma l’avvocato Gianluca Museo, che ha assistito Di Donato. «Attendiamo di leggere le motivazioni per capire gli ulteriori passi giudiziari da mettere in atto». Di parere opposto il difensore di Amicone, l’avvocato Giovanni Mastrogiovanni. «Una sentenza sproporzionata perché in dibattimento non sono emersi elementi che potessero provare il dolo», sostiene l’avvocato Mastrogiovanni. «Aspetteremo le motivazione e poi faremo ricorso in appello convinti che in quella sede la condanna sarà annullata».
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