Cam, debito da 100 milioni Parte la caccia ai colpevoli

Azione di responsabilità per chi ha guidato la società dell’acqua dal 2008 al 2017 A fine mese i creditori sfilano in tribunale. E i sindacati sollecitano un incontro
AVEZZANO. Cam a caccia degli autori del maxi buco nei conti della società che ha superato, e di molto, i 100 milioni di euro: il passaggio alla fase operativa, la notifica dell’azione di responsabilità agli amministratori che si sono succeduti al timone della società di gestione del ciclo idrico ai diversi livelli di responsabilità, dal 2008 a luglio del 2017, scatterà la prossima settimana.
L’operazione autorizzata dall’assemblea dei sindaci (a maggio l’ok unanime dei 21 presenti, su 30), quindi, si concretizza: il consiglio di gestione – dove oltre al presidente Manuela Morgante siede Flavio De Luca – sta andando oltre il primo step, con l’obiettivo di ricostruire il flusso contabile in uscita. In buona sostanza, si punta a seguire i flussi finanziari per capire se e quali sono stati i danni reali causati al Consorzio acquedottistico marsicano dalla sfilza di amministratori e chi, eventualmente, ne è il responsabile.
Parola, quindi, agli avvocati del Cam per la notifica dell’avvio dell’azione di responsabilità. Il risultato finale, ovviamente, è tutto da decifrare.
La ricostruzione dei flussi in uscita, però, potrebbe dare un robusto contributo alla caccia ai responsabili del debito monstre che ha spinto il Cam sull’orlo dell’abisso: il possibile fallimento.
La sentenza dei creditori dopo il via libera dei giudici dell’ufficio fallimentare del tribunale, Andrea Dell’Orso, Giulia Sorrentino e Caterina Lauro, che hanno ritenuto l’operazione «fattibile», è attesa per la fine del mese: grandi società creditrici ed esercito di piccoli imprenditori creditori locali sfileranno in tribunale per decidere se accetteranno le proposte di sanatoria al ribasso oppure no.
Se l’operazione avrà successo, mentre la caccia ai responsabili del buco continuerà, allora al Cam partirà la nuova fase di rientro del debito nell’arco di cinque anni, sperando che la lezione sia servita a qualcosa.
Intanto, sul fronte interno, alla luce della nuova organizzazione aziendale della società di gestione, i sindacati Filctem Cgil e Femca Cisl, «tenuto conto che in questi ultimi due anni lavoratori e organizzazioni sindacali, con grande senso di responsabilità, hanno dato il contributo alla situazione astenendosi dal turbare la società nella delicata partita del concordato», hanno chiesto un incontro urgente con la governance aziendale con all’ordine del giorno: riduzione costi del personale, recupero dei crediti esigibili e dei sommersi; ridefinizione delle tariffe e della programmazione degli investimenti.
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