Cam, una seconda chance da non sprecare

27 Ottobre 2019

Il consigliere di gestione De Luca: anche se arriva l’ok dei creditori il rischio economico non s’allontana

AVEZZANO. Seconda chance all’orizzonte per il Cam, un’opportunità da non sprecare. Per Flavio De Luca, consigliere di gestione della società del ciclo idrico integrato, il ventilato ok dei creditori che arriverà in aula il 27 novembre per il passaggio finale, se confermato, non potrà andare in archivio come se nulla fosse successo.
«Poiché», sottolinea De Luca, «il Cam si allontanerà dal ciglio del burrone, ma per un pezzo vi camminerà a pochi metri. Per evitare ricadute ci vorranno sacrifici e rispetto rigoroso della legge e dei rapporti tra azionisti, amministratori e dipendenti. Bisognerà decidere, che vuol dire scegliere, ossia scontentare sempre qualcuno».
Il consigliere, ancora senza deleghe, che riconosce al presidente del consiglio di gestione, Manuela Morgante, al consiglio di sorveglianza (Alessandro Pierleoni, Antonio Mostacci, Felicia Mazzocchi), nonché ai dipendenti («che non si sono risparmiati») e ai creditori («che hanno dato fiducia»), ritiene necessario il riordino del Consorzio legato ad ammodernamento e informatizzazione, nonché a chiarezza e divisione dei ruoli.
«Dovendo rendere ai cittadini un servizio essenziale, il cui costo per unità è un po’ più alto del ricavo», sottolinea De Luca, «sono consentite solo spese produttive con in testa quelle che consentiranno i piccoli, ma costanti, aggiornamenti di impianti e servizi (quest’ultimi possibilmente internalizzati). Le principali esperienze con società pubbliche mi hanno insegnato che per raggiungere i risultati, oltre a un modello organizzativo e procedure adeguate – e il loro rispetto maniacale – occorre chiarezza dei ruoli. Che vuol dire: azionisti padroni di fissare e modificare obiettivi e scegliere a chi affidarne il raggiungimento; amministratori consapevoli di poter agire secondo coscienza nel rispetto della legge e del mandato, nella consapevolezza che saranno giudicati dai risultati; dipendenti convinti a fare proprie la volontà degli azionisti rispondendo alle direttive degli amministratori. Si dice che, per avviare un ciclo virtuoso, ci vuole una spinta gentile. Se il Cam, dandosi subito organizzazione, regole e obbiettivi chiari, riuscirà a rendere il servizio con sempre meno falle, allora si potrà essere ottimisti. Sperando che la maggiore efficienza convinca tutti a pagare la bolletta e i furbetti a rendersi conto che saranno perseguiti con tutti i mezzi legali».(m.s.)
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