Camarda riabbraccia il suo Steven E anche Schillaci manda un saluto

13 Luglio 2023

Musica, fuochi d’artificio e brindisi per il ritorno a casa del 23enne dopo quasi un anno in ospedale Ad attenderlo anche la mamma di Manuela Verna, che gli ha portato il messaggio del ministro 

L’AQUILA. C’è una parola che ieri sera più di altre circolava a Camarda, ed era “miracolo”. Ma questo termine, a volte abusato, non rende piena giustizia a quel che è accaduto a Steven Polidoro, il 23enne tornato a casa nella frazione aquilana a un anno dal suo incidente e dopo sei mesi di coma e una lunga riabilitazione. Il miracolo di Steven si è manifestato grazie alle mani di uomini e donne fatti di carne, ossa e volontà: i medici e gli infermieri del reparto di Neurochirurgia del San Salvatore dell’Aquila, che non si sono arresi di fronte a una situazione che pareva votata all’ineluttabile, e poi il personale specializzato del Centro risvegli dell'ospedale Santissima Trinità di Popoli, da poco inaugurato e intitolato alla memoria di Manuela Verna.
Quell’evento che ieri a Camarda molti continuavano a chiamare miracolo, tra il fragore dei fuochi d’artificio, il tintinnio dei bicchieri di birra e spumante e la musica di “We are the champions” dei Queen, ha avuto invece bisogno dell’appoggio di una famiglia che non ha mai mollato, neanche un attimo. Dalla mamma Samantha, al papà Francesco, alla fidanzata Alessia. E della spinta di una piccola comunità come quella di Camarda che, come sempre accade nei momenti importanti, si è ritrovata unita e coesa. A pregare, se non si può fare altro. E ieri finalmente a festeggiare, dopo i momenti di paura e di speranza, per un figlio che è tornato.
L’INCIDENTE E LA RIPRESA
Fa ancora fatica a camminare, Steven, dopo 11 mese in ospedale. Parla poco, ma è perfettamente vigile e riconosce tutti. All’arrivo a Camarda indossava una maglietta nera con le scritte in verde, dono ricevuto dal personale del reparto di Popoli.
È ancora presto per tornare al suo lavoro di meccanico, quello che faceva prima di quell’incidente a Ferragosto dello scorso anno, quando con la moto da cross è caduto in un posto che qui chiamano “ranaj”, i granai. Un urto tremendo, se non avesse indossato il casco non ci sarebbe stato nessun miracolo di cui parlare. L'ennesima vittima delle due ruote. E invece il casco ce l’aveva e gli ha regalato una speranza. Steven ieri sorrideva a tutti, si mette in posa per le foto, accetta di bere un po’ di birra e un po’ di spumante.
«È stato un periodo durissimo», ha raccontato la fidanzata, Alessia, mentre il frastuono della musica impediva di parlare. Ma il concetto è chiaro. La mamma Samantha non si stupisce dell’affetto della comunità. «A Camarda ci vogliamo bene, per le cose importanti siamo sempre uniti».
IL MINISTRO E IL SINDACO
«Forza Steven» hanno scritto i suoi amici all’ingresso della frazione. C’era anche la mamma di Manuela Verna, la ragazza a cui è intitolato il reparto, che ha ringraziato tutti per aver fatto sì che la figlia possa continuare ad essere ricordata grazie alla salvezza di Steven. Ha destinato al ragazzo un messaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci: «Ti saluta e ti abbraccia». Schillaci, nel dicembre 2022, aveva inaugurato il primo Centro regionale del Risveglio e Riabilitazione dal coma “Manuela Verna” al Santissima Trinità di Popoli, centro del risveglio diretto dal primario Carlo D’Aurizio.
Durante la festa è stato letto il messaggio del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e un ringraziamento speciale è stato spedito al professor Alessandro Ricci e al personale del reparto di Neurochirurgia del San Salvatore. «Questo miracolo è merito loro», hanno detto ancora i cari di Steven, dopo la festa grande di Camarda.
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