Cambio alloggi al Progetto Case: ecco le nuove regole del Comune

Bloccati i trasferimenti di giugno, pronta una delibera che ridefinisce le procedure d’assegnazione Spostamenti solo per motivi di salute, lavoro o per guasti. E si deve essere in regola con i pagamenti
L’AQUILA. Il Comune tira il freno: arrivano regole più stringenti per richiedere il cambio di alloggi del Progetto Case. La giunta sta per approvare una delibera, proposta dal settore Patrimonio pubblico, che rivede i criteri annullando, di fatto, le due finestre temporali di giugno e settembre, in cui era possibile fare domanda al Comune per ottenere un’abitazione diversa da quella assegnata.
Gli inquilini del Progetto Case potranno richiede il cambio di alloggio solo per motivi tecnici, guasti o problemi strutturali, di salute o lavoro. In quest’ultimo caso, sarà necessario allegare la documentazione che attesti la necessità della sostituzione dell’alloggio. Inoltre, dovranno essere in regola con i pagamenti dell’affitto e delle utenze. Non saranno tollerati ritardi.
CAMBI SOSPESI
Il 31 maggio scorso il Comune ha fatto sapere «di aver sospeso i cambi di alloggio del progetto Case e dei Map, previsti per il mese di giugno. Con successivo atto amministrativo verranno definite le relative procedure». A spiegare meglio la decisione è l’assessore al Patrimonio, Vito Colonna.
«Una delibera del Settore sociale approvata nel 2021 ha aperto due finestre, giugno e dicembre, rispetto alle quattro precedenti, per chiedere il cambio di abitazione nelle piastre del Progetto Case. Con la revisione della macro struttura comunale», dichiara Colonna, «il Settore opere pubbliche si trova a gestire tutto il comparto relativo agli alloggi post-sisma». Si tratta di 4.449 appartamenti del Progetto Case, a cui si aggiungono 1.275 Moduli abitativi provvisori (Map), per un totale di 5.724 abitazioni. Gli alloggi sono aggregati in 185 edifici e distribuiti in 19 insediamenti, le cosiddette piastre, dislocati sul territorio comunale.
NUOVE REGOLE
«Abbiamo bloccato la finestra di giugno», afferma l’assessore Colonna, «in attesa dell’approvazione di una delibera, che andrà presto in giunta, e disciplina in modo differente, rispetto a quanto avvenuto finora, le procedure per la sostituzione degli alloggi. In particolare, verranno cancellate le due finestre temporali di giugno e settembre e si potrà chiedere il cambio solo in presenza di problematiche tecniche legate ai manufatti (perdite, danni o altro) e per reali motivi di salute e lavoro». Motivazioni che andranno adeguatamente documentate e accompagnate dall'attestazione dell’assegnatario che deve essere in regola con tutti i pagamenti delle bollette di luce, gas, acqua e delle rate dell'affitto. Troppe, secondo il Comune, le richieste che si sono susseguite negli ultimi anni relativa al cambio di alloggio, sia come tipologia che come zona della città. «È arrivato il momento di regolamentare la sostituzione degli alloggi, che prima era aperta a tutti», evidenzia Colonna, «anche per chiedere una semplice camera in più. Ormai abbiamo superato la fase di emergenza del post - terremoto, in cui tante famiglie avevano la necessità di cambiare zona per avvicinarsi al posto di lavoro o all’abitazione danneggiata dal sisma. Cambi che hanno prodotto una mole di lavoro enorme per i nostri uffici. Oggi soltanto il 5% degli assegnatari è terremotato, tutti gli altri hanno partecipato ad un bando per accedere al Progetto Case».
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