Cambio di cinquanta precari alla LFoundry

18 Novembre 2018

Siglati nuovi contratti dopo le polemiche sul caso-Whatsapp, sono alle dipendenze di una ditta esterna

AVEZZANO. Arrivano nuovi lavoratori interinali alla LFoundry. Dopo la polemica che ha accompagnato l’uscita degli altri dipendenti a tempo determinato (54 per i sindacati, 27 per l’azienda), i vertici del sito hanno siglato un nuovo contratto riaprendo le porte ai precari.
Nello specifico, i lavoratori, impiegati per lo più nelle mansioni di carrellisti e di operai, sono stati assunti dall’agenzia interinale Openjobmetis. LFoundry, infatti, oltre ad avere più di 1.400 lavoratori dipendenti, si avvale della collaborazione di diverse ditte appaltatrici per gestire i vari servizi che vanno, per esempio, dalle pulizie alla sicurezza.
Da sempre, quindi, ogni mattina i cancelli dell’azienda si aprono per centinaia e centinaia di persone che, pur non essendo dipendenti diretti di LFoundry, lavorano nel sito.
A settembre era scaduto un contratto con una delle tante ditte esterne e tutti gli operai legati a quell’appalto erano stati mandati a casa. La notizia ha fatto il giro d’Italia perché le organizzazioni sindacali avevano denunciato delle modalità inusuali – il tutto venne comunicato con un messaggio sulla chat di Whatsapp, anche se secondo i vertici aziendali erano stati tutti chiamati al telefono – creando parecchi malumori.
A distanza di qualche settimana, mentre è stata annunciato il calo delle commesse dovuto alla guerra dei dazi tra America e Cina, ma anche all’aumento del costo delle materie prime come gas e silicio, in azienda è tornato un gruppo di interinali, impiegato sempre nelle mansioni di carrellisti e operai. Si tratta per lo più di dipendenti che già avevano avuto un’esperienza in LFoundry ma con un contratto legato a un’altra agenzia internale all’epoca gestiva l’appalto.
Di fatto, quindi, c’è stato un cambio della guardia dettato non solo dalla scadenza del contratto ma anche dalle difficoltà riscontrate nell’interpretazione del Decreto dignità. In azienda sono rientrati circa 50 interinali, gran parte dei quali già con una collaborazione alle spalle, che non verranno coinvolti nella flessione dell’orario di lavoro prevista dal primo dicembre con l’entrata in vigore dei contratti di solidarietà.
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