Cambio nell’Archivio di Stato Vittorini è la nuova direttrice

3 Gennaio 2022

La storica e archivista, 46 anni, ha preso il posto della dottoressa Ferrari da due giorni in pensione Autrice di molte pubblicazioni, di recente ha scritto un libro-intervista con il professor Colapietra

L’AQUILA. La dottoressa Marta Vittorini è la nuova direttrice dell’Archivio di Stato dell’Aquila. Prende il posto della dottoressa Sebastiana Ferrari che dal primo gennaio è in pensione. Marta Vittorini, aquilana di 46 anni, si è laureata in Filosofia all’Ateneo aquilano, è dottore di ricerca in Filosofia medievale, ha conseguito il diploma di archivista paleografo nella scuola Vaticana di Paleografia, diplomatica e archivistica, ha il diploma di Conservatore di manoscritti all’Università La Sapienza di Roma. Ha dato anche alle stampe numerosi contributi su arte e cultura abruzzese. Di recente ha pubblicato un libro intervista (Textus edizioni) con il professor Raffaele Colapietra sulla storia dell’Aquila. «Scopo di questa intervista», ha scritto la Vittorini nell’introduzione, «non è costruire un resoconto manualistico della storia aquilana, ma ascoltare dalla voce di Colapietra la sua versione dei fatti, il suo racconto, alla luce di riflessioni e studi monografici portati avanti nel corso di una lunga e incessante carriera di storico e docente, con l’aspettativa che la sua vasta produzione editoriale (altrettanto difficile da padroneggiare e comprendere quanto le numerose fonti su cui è basata) trovi una summa dalla voce del suo autore. Il racconto, costruito attraverso sessanta domande (e 60 risposte), parte dalla fondazione dell'Aquila per proseguire attraverso le principali tappe storiche della città».
L'Archivio di Stato dell’Aquila è oggi provvisoriamente in una struttura all’interno del Nucleo industriale di Bazzano dove fu trasferito nel luglio 2009 dai locali annessi alla prefettura (in piazza della Repubblica) la cui sede è crollata il 6 aprile del 2009. Tra qualche anno dovrebbe tornare in centro storico, nei locali dell’ex distretto militare a piazza San Bernardino (insieme a Soprintendenza e nucleo carabinieri per la tutela dei beni artistici) i cui lavori di ristrutturazione, però, non sono ancora iniziati. L’Archivio fu istituito con decreto il 22 ottobre 1821. L’Istituto archivistico, tuttavia, cominciò a funzionare solo dal 1835, raccogliendo le scritture dell'Intendenza e delle soppresse magistrature di antico regime. Nei decenni successivi vi si aggiunsero gli archivi prodotti dalle altre amministrazioni statali attive nella provincia, comprese quelle del circondario di Cittaducale almeno fino al 1927, quando esso entrò a far parte della provincia di Rieti. Dopo l'Unità, le spese di funzionamento e il personale degli archivi delle province napoletane, con decreto del 21 gennaio 1866, furono demandati alle amministrazioni provinciali senza che mai venisse meno la vigilanza del ministero dell'Interno e, per il suo tramite, dell’Amministrazione archivistica nazionale. Solo nel 1932, gli archivi provinciali dell'ex Regno delle Due Sicilie passarono completamente alle dipendenze dello Stato con il nome di Archivi provinciali di Stato. Con la prima organica legge archivistica dello Stato unitario (dicembre 1939) l'Istituto aquilano fu inserito nell'articolazione archivistica nazionale come Sezione di Archivio di Stato mentre la successiva legge gli conferì il rango di Archivio di Stato, attribuendo tale denominazione a tutti gli Istituti dei capoluoghi di provincia. Costituiscono articolazioni dell’Istituto aquilano le due Sezioni di Sulmona e Avezzano.
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