Camera di commercio, si scelgono i vertici
Avviate le procedure per individuare le pedine sullo scacchiere della nuova realtà aquilana-teramana
L'AQUILA. Entro due mesi la Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia avrà il suo presidente. A un anno e mezzo dalla nascita del nuovo ente, frutto dell'accorpamento tra la Camera di commercio dell'Aquila e quella di Teramo, la fusione diventa operativa a tutti gli effetti. Il commissario ad acta nominato dal ministero dello Sviluppo economico, Fausta Emilia Clementi, il 13 giugno scorso ha siglato una determinazione con cui si avvia la procedura di selezione dei candidati a componenti dell'organismo interno di valutazione della Camera di commercio unificata. Si aprono i giochi, dunque, sulla composizione del puzzle del nuovo consiglio camerale, che dovrà essere rappresentativo delle diverse realtà associative dell'Aquila e di Teramo. Ma la vera corsa riguarda la presidenza, con apparentamenti territoriali e di categoria. «Considerato che, come disposto nella circolare del Mise del 1° luglio 2015 si rende necessario che la nuova Camera di Commercio si doti di un unico di organismo interno di valutazione», si legge nella determina a firma della Clementi, «si dà avvio alle procedure per la selezione dei componenti dello stesso». Coordinatore del gruppo di lavoro per la procedura di selezione sarà Anna Ferri, dirigente della Camera di Teramo. Sono gli ultimi passaggi, prima che la Regione ratifichi la composizione del consiglio della Camera di commercio del Gran Sasso d'Italia, chiamato a eleggere il presidente. Una partita che dovrebbe chiudersi in un paio di mesi. Con una seconda determinazione commissariale sono state avviate le procedure per la nomina del nuovo cassiere della Camera di commercio unificata. Ma è la poltrona presidenziale quella più ambita: il vecchio accordo politico tra Confcommercio e Confindustria, sancito nel 2011 con il patto dell'ossobuco, per garantire la rielezioni al secondo mandato dell'attuale presidente dell'ente camerale aquilano, Lorenzo Santilli, con l'appoggio degli Industriali, prevedeva che la presidenza della nuova Camera unificata andasse a Confindustria. Un patto di alleanza che deve fare i conti, oggi, con rinnovati equilibri territoriali: in pole position, quanto a peso numerico degli associati, quindi dei consiglieri, c'è il territorio teramano. Favorito l'attuale presidente della Camera di commercio di Teramo, Gloriano Lanciotti, ma tra i papabili c'è anche Antonella Ballone, figlia di Agostino Ballone, che guida Confindustria regionale. La partita per la presidenza non è avulsa da scontri interni e alleanze per ottenere la guida di un ente che rappresenterà 79.474 imprese, che producono annualmente circa 9 miliardi di valore aggiunto e 1,7 miliardi di export.

