Camera di commercio Ufficiale l’unione tra L’Aquila e Teramo

2 Gennaio 2017

La sede resta nel capoluogo, ma avrà un ufficio distaccato Entro gennaio il nuovo consiglio, dubbi sulla presidenza

L’AQUILA. Il nome dice tutto: Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia. L’ente unico, nato dalla fusione dell’Aquila e Teramo, dopo un lungo percorso durato mesi e non scevro di polemiche, gestirà un territorio vasto e ricco, dal punto di vista imprenditoriale e delle risorse turistiche. Entro gennaio il Miur (ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), che ha già in mano tutta la documentazione necessaria, formalizzerà l’assetto del nuovo consiglio camerale misto.

A seguire, la nomina del presidente, che sancirà ufficialmente l’operatività della struttura. E se la sede legale andrà all’Aquila, mantenendo comunque quella funzionale anche a Teramo, sulla presidenza ci sono poche certezze. La differenza la faranno i numeri delle associazioni di categoria, nel puzzle della ripartizione dei seggi. Gli indirizzi politici danno in vantaggio il versante teramano.

CONSIGLIO A GENNAIO. Il percorso di fusione tra le due Camere di commercio dell’Aquila e Teramo, partito in ritardo rispetto a quello di Pescara e Chieti, si è concluso alla fine dello scorso anno. Entro gennaio sarà composto il nuovo consiglio, con la nomina dei componenti in rappresentanza di tutte le associazioni di categoria che fanno parte della grande famiglia camerale.

SEDE ALL’AQUILA. La sede principale sarà all’Aquila, ma l’area teramana ha ottenuto, dopo la pressione di alcune associazioni datoriali, che resti sul territorio anche un distaccamento operativo. Giunta e consiglio si riuniranno, in alternanza, nelle due strutture.

RISPARMIO DI RISORSE. La fusione porterà un risparmio di quasi 500mila euro l’anno, frutto della riduzione di personale, ma la Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia potrà contare su un patrimonio sostanzioso, con un bilancio circolante di 24 milioni di euro.

PRESIDENZA. Sulla presidenza nessuna indiscrezione. La partita si giocherà in base al peso numerico e politico delle associazioni di categoria che comporranno il consiglio per la votazione finale. Una delle novità introdotte dalla riforma è l’annullamento dei compensi per presidente, componenti di giunta e consiglieri, eccezion fatta per i revisori dei conti. Non è assodata la conferma di uno dei due presidenti uscenti, Lorenzo Santilli, dell’Aquila, e Gloriano Lanciotti, per Teramo. A sorpresa, potrebbe essere proposta anche un nome tecnico, un ex direttore o dirigente di enti pubblici. «La razionalizzazione delle risorse», spiega Santilli, presidente della Camera di commercio dell’Aquila, «consentirà maggiori investimenti sugli interventi di promozione del territorio per agevolare il posizionamento e il rafforzamento delle nostre imprese sul mercato».

«Un percorso condiviso», lo definisce Lanciotti, presidente di Teramo, «tra due Camere vicine per disegno strategico e sviluppo futuro. Abbiamo ottenuto anche la salvaguardia di un presidio su entrambe le realtà come segnale di vicinanza alle imprese e di salvaguardia delle singole peculiarità».

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