Camion a fuoco, vendetta contro i fratelli

Colpiti i due commercianti in carcere da una settimana per gli attentati incendiari alle auto di chi non pagava la droga
SAN BENEDETTO DEI MARSI. In fiamme nella notte il camion dei fratelli Cherubini, arrestati una settimana fa nell’ambito di un’operazione dei carabinieri. Fra le tante accuse, i due sono ritenuti responsabili di attentati incendiari nei confronti di chi aveva debiti di droga. E visto quanto accaduto si ipotizza possa trattarsi proprio di una ritorsione nei confronti dei fratelli, oppure di una intimidazione in vista degli sviluppi giudiziari che può avere la vicenda.
L’incendio è divampato intorno alle 2.30 dell’altra notte. Il mezzo, intestato a Italo Cherubini, si trovava in un cortile lungo la Provinciale 19, alle porte del paese. Quando le fiamme hanno avvolto la motrice è scattato l’allarme. Sul posto i carabinieri della compagnia di Avezzano, guidati dal comandante Enrico Valeri, e i vigili del fuoco. Questi ultimi hanno spento le fiamme e cercato di raccogliere prove per avvalorare l’ipotesi del dolo. Non sono stati trovati inneschi o latte di benzina, ma il rogo, all’arrivo dei vigili, aveva già causato distruzione, cancellando le tracce. Nessuno crede alla possibilità che possa trattarsi di una coincidenza o di un corto circuito.
La vicenda acquisisce quindi contorni torbidi alla luce degli ultimi fatti che hanno visto protagonisti i fratelli di San Benedetto. Ennio e Italo Cherubini, commercianti di 29 e 26 anni, sono finiti in carcere con le accuse di spaccio di droga, furto aggravato, ricettazione e danneggiamento. I carabinieri li ritengono autori di almeno cinque attentati incendiari fra San Benedetto, Pescina e Collelongo. Secondo le accuse, i due colpivano gli acquirenti della droga indietro con i pagamenti ma anche i loro familiari più stretti. A volte avrebbero innescato vere e proprie faide per il controllo del mercato dello spaccio. Nell’inchiesta coordinata dal pm Roberto Savelli sono coinvolti altri dieci giovani. Ai domiciliari si trova Luca D’Elia, 32 anni, al quale vengono contestati due episodi di spaccio (non gli incendi), mentre per P.B., 30enne, anch’egli di San Benedetto, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati sono A.M. di Celano, B.B. di Venere di Pescina, A.M. di Pescina, N.M., D.D. e A.D.S. di San Benedetto e di due marocchini, T.E.G. e M.E. Questi ultimi erano stati già fermati lo scorso autunno per una serie di furti.
Le indagini hanno avuto inizio nell’estate del 2014 quando San Benedetto fu teatro di una serie di incendi e atti vandalici commessi ai danni di veicoli di residenti. Eventi che avevano suscitato un grave e persistente allarme sociale nella popolazione. Quanto accaduto l’altra notte non fa che rialimentare la paura.
Pietro Guida
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