Campi di mais devastati dai cinghiali

4 Agosto 2017

Gli agricoltori chiedono aiuto alla Regione: «Non li fermano più nemmeno i recinti elettrificati»

VITTORITO. A centinaia scorrazzano nei campi coltivati della Valle Peligna provocando distruzione ad ogni loro passaggio. Sono disperati gli agricoltori del Centro Abruzzo e non nascondono il timore di dover chiudere attività, vendere i propri allevamenti e terreni a causa dei cinghiali. Il rischio c’è dopo che in una sola settimana le incursioni nelle campagne della Valle Peligna, tra Sulmona e paesi limitrofi, sono costate venti ettari di terra seminata a mais. Il grido di dolore ed un’accesa protesta vengono dal presidente di Coop Raiano, Vincenzo Margiotta, il quale ha scritto all’assessore regionale Dino Pepe, per spiegare il dramma che vivono gli agricoltori peligni. «Non abbiamo ancora ricevuto il premio biologico 2016, non siamo riusciti ad essere ammessi al Programma di sviluppo rurale per problemi del servizio igiene degli alimenti e a fine mese dovremo pagare le ”cambiali’ firmate per coltivare il mais e non solo», sottolinea Margiotta, ricordando all’assessore che «a nostre spese abbiamo ospitato quest’inverno gli animali di alcune stalle crollate durante il maltempo, senza ricevere un minimo rimborso». Intanto c’è tra gli agricoltori chi propone di aprire la caccia unicamente al cinghiale dopo che un branco ha devastato un ettaro di mais tra Popoli e Vittorito con danni per tremila euro. «Non li reggono più nemmeno i recinti elettrificati, quelli a tre fili riescono a bloccare i singoli, ma con le mandrie fameliche non bastano», afferma Adriano Marrama, agricoltore di Vittorito. (c.l.)
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