Camping senza agibilità Sfrattati trenta migranti

Castel di Sangro, il sindaco Caruso firma il provvedimento di chiusura Entro fine settimana il trasferimento degli ospiti concordato con la prefettura
CASTEL DI SANGRO. Entro tre giorni dovranno lasciare Castel di Sangro. Avviso di sfratto ai trenta migranti ospitati nel campeggio Oasi del Sangro, in località “Lo Speno”. L’ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco Angelo Caruso, è stata notificata in mattinata e fissata dagli agenti della polizia municipale sul cancello d’ingresso della struttura ricettiva che è stata trasformata in un centro di accoglienza per i profughi. Il provvedimento, che entro la fine della settimana costringerà la società Fresch a chiudere il campig e a trasportare i migranti in un altra località abruzzese d’intesa con la prefettura dell'Aquila, è scattato per mancanza dei requisiti di pubblica e privata sicurezza, nonché per la mancanza di agibilità dell’intero complesso turistico.
«È l’inevitabile conseguenza delle scelte sbagliate e frettolose », commenta il sindaco Caruso, «dal momento che il Comune, se fosse stato preventivamente informato sulla volontà di trasformare il campeggio in un centro di prima accoglienza, a tempo debito avrebbe evidenziato sicuramente tutti gli intoppi e gli ostacoli che impedivano tale programma. Inoltre i recenti esposti presentati negli uffici municipali ci hanno costretto ad alcuni accertamenti dai quali sono emerse gravi irregolarità».
L'area del complesso turistico nel 2010 fu esondata dal fiume Sangro ed evacuata (fortunatamente non c’erano villeggianti) con l’ausilio delle forze dell’ordine.
La situazione di pericolo sarebbe ancora presente nel campeggio proprio a causa della mancata costruzione dell’argine del fiume. Un pericolo che, con l’avvicinarsi della stagione delle piogge, potrebbe nuovamente verificarsi.
« Inoltre, la mancanza di agibilità del campeggio», spiega ancora Caruso, «oltre che essere una inottemperanza di natura amministrativa costituisce un potenziale pericolo per la pubblica incolumità, non avendo contezza della corretta realizzazione degli immobili sia sotto il profilo statico che degli impianti, con particolare riferimento a quelli elettrici e di distribuzione del gas».
Nel territorio un’altra “colonia” di migranti risiede a Roccacinquemiglia, frazione di Castel di Sangro. Sono attualmente una sessantina le persone (quasi tutti ragazzi) che vivono nel piccolo borgo anche se nei mesi scorsi, proprio l’elevato numero dei migranti, portò il sindaco Angelo Caruso a chiederne una riduzione «per garantire ai residenti la possibilità di riappropriarsi dei propri spazi collettivi».
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