Campo 78, il cantiere può riaprire Nessun problema alla baracca 43

15 Marzo 2022

Dalle indagini eseguite dopo la sospensione dei lavori non sono emersi rilievi di natura strutturale L’obiettivo è la trasformazione di quel luogo di prigionia in un vero e proprio Parco della Memoria

SULMONA. Non ci sono problemi strutturali per la baracca 43 di Campo 78 e i lavori di ristrutturazione potranno ripartire. A stabilirlo le indagini strutturali suppletive richieste alla luce di alcune problematiche riscontrate nel cantiere.
A luglio dello scorso anno, infatti, venne redatto un verbale di sospensione dei lavori nel quale si evidenziava che durante le fasi di montaggio delle capriate in acciaio alla baracca 43, essendo state messe a nudo le zone superiori dei pilastri in muratura, era stato rintracciato uno stato di degrado che impediva il proseguo dei lavori e la necessità di eseguire approfondite indagini strutturali al fine verificare nel dettaglio la resistenza dell’immobile. Gli studi tecnici, affidati al laboratorio “Abruzzo test” con l’obiettivo di capire se si poteva andare avanti senza problemi o se si doveva intervenire in un altro modo sull’edificio sono costati 2.400 euro e sono rientrati tra i fondi programmati per il cantiere dell’ex campo di concentramento, a Fonte d’Amore, dove vennero rinchiusi i prigionieri nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. «Non sono stati riscontrati problemi strutturali sostanziali nella baracca 43 di Campo 78», ha spiegato il vicesindaco Franco Casciani, con delega ai Lavori pubblici del Comune di Sulmona, «le indagini suppletive, che seguono quelle già effettuate in precedenza sul cantiere, hanno evidenziato che c’è un calcestruzzo più debole sulle teste di questi pilastri oggetto di verifica ma non comportano problemi sostanziali». Si inizia quindi a vedere la luce per il cantiere di Campo 78 che è stato aperto dalla passata amministrazione, guidata da Annamaria Casini, nell’aprile dello scorso anno. L’obiettivo dei lavori di riqualificazione, costati circa 350 mila euro, è quello di ristrutturare e mettere in sicurezza due delle baracche che conservano ancora i graffiti realizzati dai prigionieri con l’intento di riqualificare il luogo storico e trasformarlo in un vero e proprio Parco della Memoria. Le strutture, una volta rimesse a nuovo, saranno dotate degli arredi necessari per poter ospitare un museo che possa raccontare ai giovani cosa accadde lì dentro. Gli interventi sono stati bloccati per questa problematica ma ora che i risultati delle analisi strutturali sono arrivate non ci sono ostacoli alla riapertura del cantiere. «Le prove hanno dato esito positivo», ha concluso il vicesindaco Casciani, «ho avuto modo di parlare già della questione con il direttore dei lavori secondo il quale gli interventi potranno ripartire».
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