Campo federale in malora a 7 anni dalla rinascita

18 Aprile 2017

La struttura, gioiello per club dilettantistici, fu riattivata in pompa magna Ma da tempo l’impianto è abbandonato e talvolta meta di vagabondi

L’AQUILA. Sette anni fa riattivato con una inaugurazione in pompa magna cui intervennero i vertici del calcio nazionale: Giancarlo Abete, Carlo Tavecchio e il presidente del Comitato regionale abruzzese della Lnd, Daniele Ortolano.

Ma non mancarono nemmeno i vertici degli enti locali, autorità religiose e il prefetto dell’epoca. Presenze giustificate dall’importanza sociale che poteva e può avere, soprattutto per i giovani, il ripristino di una struttura del genere in un’area terremotata.

Il Campo federale sembrava essere tornato per sempre, dopo il sisma del 2009, il punto di riferimento per decine di società sportive del capoluogo con un terreno sintetico nuovo di zecca di ultima generazione. Ci fu un lavoro di “lifting” di tutto l’impianto per un costo di diverse centinaia di migliaia di euro. Le premesse, dunque, erano molto diverse rispetto alla realtà attuale.

Ora, però, questo impianto è tornato in totale abbandono visto che sembra acclarato che la Figc, per via degli alti costi per il rifacimento di impianti idrici e spogliatoi, lo abbia lasciato a un suo destino ignoto visto che nessuno sembra occuparsene. E, alcuni, segnalano che di notte l’area è talvolta violata da sconosciuti.

Un fatto è certo: la struttura si trova in questa situazione da oltre due anni senza che ci sia da parte di qualche istituzione un segnale positivo finalizzato al ripristino. Tutto questo accade a fronte della considerazione che, più tempo passa, maggiori saranno le spese di un’ipotetica ristrutturazione di questo gioiello.

Ora sono in via di completamento, nelle immediate vicinanze, anche i lavori del nuovo palazzo della Figc ma da tempo si attende invano l’annuncio della sua inaugurazione. Appare giusto ricordare che il campo federale, intitolato al dirigente sportivo aquilano Nello Mancini, ha rappresenta un punto di riferimento per diverse generazioni di giovani sportivi.

Fu inaugurato nei primi anni Sessanta e fu il terreno di gioco per molte squadre che andavano per la maggiore: Amiternina, Sporting, Acli, Santa Barbara, Alabarda L'Aquila 99 e altre ancora. Sempre in quell'epoca il campo fu calcato addirittura da Silvio Piola che molti indicano come uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, in occasione di uno stage con allenatori abruzzesi da lui diretto.

Con la dismissione del rettangolo del don Bosco, utilizzato per altri sport e non più per il calcio, si acuisce la necessità di impianti sportivi per i club dell’Aquila e del suo circondario.

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