Campo Federale, le foto dello scandalo

L’impianto va in rovina e da quattro anni è meta di vandali, senzatetto e ladri dopo l’inaugurazione in pompa magna
L’AQUILA. Erbacce, sporcizia, crepe e calcinacci ovunque: le immagini testimoniano come una struttura, per anni fiore all’occhiello dell’impiantistica sportiva aquilana, stia andando in rovina ormai da 4 anni dopo che, nel 2010, venne restituito alle tante squadre di calcio: stiamo parlando del Campo Federale. Il terreno sintetico, ora invaso dalle erbacce, è ormai irrimediabilmente danneggiato. All’interno le porte degli spogliatoi sono state divelte e, probabilmente, i locali sono giaciglio occasionale per senzatetto oltre che meta di ladri.
Tutto questo a fronte del fatto che otto anni fa fu riattivato con un’inaugurazione in pompa magna cui intervennero i vertici del calcio nazionale di allora: Giancarlo Abete, Carlo Tavecchio e il presidente del Comitato regionale abruzzese della Lnd, Daniele Ortolano. Ma non mancarono nemmeno i vertici degli enti locali, autorità religiose e il prefetto dell’epoca. Presenze giustificate dall’importanza sociale che poteva e può avere, soprattutto per i giovani, il ripristino di una struttura del genere in un’area terremotata.
Il Campo Federale sembrava essere tornato per sempre, dopo il sisma del 2009, il punto di riferimento per decine di società sportive del capoluogo con un terreno sintetico nuovo di zecca di ultima generazione. Ci fu un lavoro di “lifting” di tutto l’impianto per un costo di diverse centinaia di migliaia di euro. Le premesse, dunque, erano molto diverse rispetto alla realtà attuale visto che, adesso, ci si trova in un impianto obsoleto. Non è stato nemmeno riaperto il vicino nuovo palazzo della Figc.
Appare giusto ricordare che il Campo Federale, intitolato al dirigente sportivo aquilano Nello Mancini, ha rappresentato un punto di riferimento per diverse generazioni di giovani sportivi.
La struttura è della Figc srl, tuttavia sarebbe anche opportuno verificare se i restauri siano stati fatti anche utilizzando fondi pubblici: ma anche se si trattasse di fondi privati lo sperpero ci sarebbe comunque, a prescindere dalla natura dei capitali.
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