Canali senz’acqua, si teme un disastro

Presutti dell’associazione Crisalide: «La fauna ittica è in serio pericolo, estendere il divieto d’irrigazione e più controlli»
AVEZZANO. L’acqua nel canale Ottomila è al minimo flusso vitale e si teme un disastro ambientale, con una morìa di pesci e anfibi e problemi per i volatili. A lanciare l’allarme è l’associazione di pesca sportiva dilettantistica Crisalide di Avezzano che è stata costretta anche ad annullare una gara a causa della carenza d’acqua nei canali. Da settimane ormai non piove e gli agricoltori per irrigare sono costretti a captare l’acqua dai canali del Fucino evitando così di bruciare interi raccolti. Questa situazione sta mettendo a dura prova la fauna acquatica che, soprattutto in alcune particolari zone, è fortemente a rischio.
«Siamo al limite del minimo flusso vitale che non potrà garantire ancora a lungo, se si continua a prelevare lìacqua dai canali, la sopravvivenza della fauna acquatica», ha spiegato l’avvocato Crescenzo Presutti, membro del consiglio direttivo dell’associazione Crisalide, «l’allarme è serio perché già nel 2017 c’è stata una grande morìa di pesci che ha rappresentato sia un grave danno ambientale, sia un serio problema dal punto di vista sanitario perché poi le carcasse sono rimaste nei canali per diverso tempo».
La carenza d’acqua e il caldo torrido di quest’estate stanno creando disagi a tutto il sistema Fucino. Da una parte ci sono gli agricoltori che lavorano per poter coltivare al meglio le loro piantagioni e riuscire a raccogliere gli ortaggi, dall'altra le associazioni come Crisalide che temono per il futuro della flora acquatica dei canali del Fucino.
«La situazione della siccità è nota a tutti e bisognerebbe fare un discorso ampio, partendo proprio dall’impianto irriguo fantasma di cui si continua a parlare da anni senza fare passi in avanti», ha continuato Presutti, «l’acqua è un bene prezioso, ma purtroppo l’utilizzo che se ne fa nel Fucino è anche un po’ sconsiderato perché ci sono sistemi di irrigazione antiquati con molto spreco idrico. Ci sono agricoltori, tanto per fare un esempio, che hanno investito molto e utilizzano sistemi moderni e altri invece che continuano a utilizzare l’acqua sprecandone moltissima e spesso gettandola anche sulle strade. Bisognerebbe estendere il divieto di irrigare, ora in vigore solo dal sabato alle 12 fino al lunedì mattina alle 5, e soprattutto bisognerebbe fare più controlli per capire se viene rispettato e se ci sono realtà dove l’acqua viene utilizzata in modo non consono. Il canale è pieno di pesce», ha concluso Presutti, «ma se si continua a prelevare acqua tra qualche giorno il livello sarà così basso che accadrà l’irrimediabile. Anche le associazioni ambientaliste dovrebbero intervenire».
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