Cancelli chiusi, operai lasciati fuori

12 Novembre 2016

Il proprietario Colella non si presenta e i dipendenti prendono le presenze davanti alle forze dell’ordine

CANISTRO. I dipendenti della Santa Croce tornano al lavoro ma trovano i cancelli chiusi. Non si è presentato nessuno ieri mattina ad aprire le porte dello stabilimento dove si imbottiglia l’acqua della Valle Roveto. I 75 operai avevano annunciato tramite i loro rappresentanti sindacali che avrebbero interrotto lo sciopero e sarebbero tornati in fabbrica anche per evitare di perdere ulteriore salario. E invece l’imprenditore molisano Camillo Colella non gli ha aperto. Alle 8 in punto hanno iniziato a suonare al citofono certi che dentro ci fosse qualcuno. Poi hanno atteso una, due ore. Alla fine hanno preso le presenze davanti alle forze dell’ordine e sono rimasti ad aspettare fino alle 17. «Abbiamo dovuto interrompere lo sciopero perché Colella non si è presentato al tavolo per la mobilità in Provincia», ha commentato Marcello Pagliaroli della Flai-Cgil, «i dipendenti sono tornati al lavoro certi di trovare i cancelli aperti e invece non c’era nessuno. L’elenco dei dipendenti presenti è stato consegnato alle forze dell’ordine. Lunedì alle 8 saranno di nuovo lì ad aspettare che qualcuno gli apra».

Giovedì i dipendenti hanno atteso con molte aspettative l’esito dell’incontro in Provincia. L’obiettivo delle istituzioni e delle parti sociali era quello di assicurare la mobilità ai lavoratori e di trovare subito un accordo con Colella anche alla luce della scadenza dei termini prevista per il 22 novembre. Il patron della Santa Croce, invece, non si è presentato facendo saltare di fatto tutti i piani.

«Siamo stati fino alle 17 davanti ai cancelli», ha affermato Maurizio Bisegna, rsu di stabilimento, «abbiamo aspettato pronti a tornare al lavoro. Ma Colella non ci ha aperto». Lo sciopero dei lavoratori della Santa Croce doveva terminare oggi. Inizialmente erano stati annunciati tre giorni di sciopero che sono poi diventati 10 quando l’imprenditore ha disatteso l’accordo con la Regione e i sindacati di portare fuori dallo stabilimento le materie prime dopo aver saldato ai dipendenti la cassa integrazione e aver versato il fondo di previdenza Alifond.

Durante il sit-in di protesta c’è stato anche il sequestro amministrativo da parte della Regione, con il supporto di polizia e carabinieri, di tutte le bottiglie contenute nel sito e imbottigliate probabilmente nel periodo in cui erano stati posti i sigilli ai rubinetti.

Intanto ieri nella bacheca fuori dello stabilimento non erano stati esposti neanche i turni di lavoro settimanali. Segno che il gruppo Colella già sapeva che non avrebbe aperto i cancelli agli operai.

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