Cani prima adottati e poi restituiti al canile municipale

29 Marzo 2016

AVEZZANO. All’inizio sognano adorabili cuccioli, magari in un cesto, affettuosi e docili, pronti per essere adottati. Bambini entusiasti che li accarezzano e li prendono in braccio, genitori...

AVEZZANO. All’inizio sognano adorabili cuccioli, magari in un cesto, affettuosi e docili, pronti per essere adottati. Bambini entusiasti che li accarezzano e li prendono in braccio, genitori rassegnati che subito dicono «Vabbé, prendiamolo». Poi passa un po’ di tempo, qualche mese, il cucciolotto cresce, il bambino perde interesse, l’impegno è troppo grande, il regalino è diventato un peso, una scocciatura e alla fine qualcosa di cui liberarsi al più presto. A quel punto, animali innocenti che fino a un’ora prima erano comodamente seduti sul divano vengono sbattuti, o meglio tornano, in un box di canile, buttati come un sacco della spazzatura. Tutto ciò perché l’innamoramento dell’adozione è finito, ci si è resi conto che il cucciolo non è un peluche, ma un impegno serio. Per lui si aprono quindi le porte del canile o peggio ancora l’abbandono in strada. Questo fenomeno si sta diffondendo negli ultimi tempi nella Marsica e in tanti casi gli esemplari adottati si ritrovano al canile di Sante Marie. L’unico modo per contrastare questo fenomeno è avviare adozioni in maniera scrupolosa e controllata in modo tale da diminuire o comunque arginare tale fenomeno. Tutto ciò avviene nonostante il fatto che l’abbandono e il maltrattamento degli animali sia un reato punibile dalla legge con sanzioni e in alcuni casi con il carcere. Il codice penale prevede l’arresto fino a un anno e un’ammenda che parte da 1.000 e che può arrivare fino 10mila euro. (p.g.)

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