«Canottiere e infradito vietati»: operazione decoro in tribunale

15 Giugno 2024

L’ordinanza del procuratore D’Angelo: «Rispetto per garantire la serietà delle procedure giudiziarie» Provvedimento in vigore da lunedì, al personale addetto alla sicurezza il compito di farlo rispettare

SULMONA. In tribunale come se fosse un lido balneare? Ora nel Palazzo di giustizia di Sulmona tutto ciò non sarà più consentito. Con un’ordinanza di servizio che entrerà in vigore lunedì prossimo, il procuratore del tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha disposto il divieto assoluto di entrare negli uffici giudiziari in abiti succinti. Saranno vietati pantaloni corti che non raggiungono la caviglia, short, infradito, ciabatte, canottiere e altri indumenti, considerati da D’Angelo, non rispettosi dei criteri di professionalità richiesti in un ambiente giudiziario.
Il personale addetto alla sicurezza è stato incaricato di far rispettare rigorosamente queste disposizioni, impedendo l’accesso a chi non indossa abiti conformi. Secondo il procuratore, questa misura è volta a salvaguardare l’integrità dell’ambiente lavorativo e a mantenere un alto standard di decoro e professionalità tra coloro che frequentano il palazzo di giustizia sulmonese.
Luciano D’Angelo ha sottolineato l’importanza di rispettare le regole e di mantenere un ambiente adatto alla natura delle attività svolte all’interno del tribunale. L’ordinanza promuove un ambiente di lavoro sereno e professionale, evitando situazioni che potrebbero compromettere il decoro e il rispetto reciproco all’interno degli uffici. Il procuratore ha, inoltre, evidenziato che l’entrata in vigore di queste misure non solo migliorerà l’immagine, ma contribuirà anche a rafforzare il senso di responsabilità e rispetto tra tutti coloro che frequentano e lavorano nel tribunale del capoluogo peligno.
Oltre alle nuove regole di abbigliamento, l’ordinanza intende anche inviare un chiaro messaggio sull’importanza del rispetto reciproco e della professionalità nel luogo di lavoro.
«Un ambiente decoroso e rispettoso è fondamentale per garantire la serietà delle procedure giudiziarie e il rispetto per tutte le persone coinvolte», ha aggiunto D’Angelo, «questo provvedimento è parte di un più ampio sforzo per migliorare la qualità del servizio giudiziario e per rendere il tribunale un luogo dove il rispetto e la professionalità sono esclusivamente al primo posto».
«L’obiettivo non è punire, ma educare e sensibilizzare tutti sull'importanza del decoro nel nostro ambiente di lavoro», ha concluso il procuratore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA