Cantieri e auto, residenti imprigionati

10 Luglio 2019

Chi è rientrato denuncia assenza di controlli. Mastropietro: un incontro per una soluzione che riesca a unire le esigenze  

L’AQUILA. Residenti da un lato, commercianti da un altro e Comune in mezzo. Sono tanti i problemi che attanagliano la vivibilità del centro storico, a cominciare dal traffico e dalla presenza costante, dal lunedì al venerdì pomeriggio, di mezzi privati e delle ditte dei cantieri per la ricostruzione.
I residenti chiedono una regolamentazione e, poi, il rispetto delle regole. I commercianti lo stesso, ma con alcune differenze. Il Comune, dal canto suo, non riesce a prendere decisioni. E neppure l’incontro con l’Ance, l’Associazione dei costruttori, di dieci giorni fa ha sortito effetti. Almeno per il momento. A questo si aggiunge – secondo quanto denunciano i residenti – il totale caos che regna per il traffico e il controllo della movida.
In un quadro nel quale le tensioni diventano inevitabili, il coordinatore del Movimento centro storico e vicepresidente di Città di persone, Ugo Mastropietro, è al lavoro per aiutare a individuare soluzioni che portino all’unità d’intenti.
Ma andiamo per ordine.
I CANTIERI. Sono il problema principale. Ma inevitabile. Occupano quasi “militarmente” l’intero centro storico: piazze, piazzette, strade e vicoli. Spesso chiusi, questi ultimi, senza alcun preavviso né dalle imprese, né dal Comune. «Inoltre», sostengono molti residenti, «alcune ditte fanno lavori dove rompono le strade e non risistemano, lasciando anche mucchi di pietrisco e terra che con le piogge e il passaggio delle auto, vengono sparse lungo tutta la strada, come nel caso della parte terminale di via Angioina, dove una settimana fa hanno eseguito degli scavi lasciando un mucchio di terriccio lungo il muro senza ricoprire il tratto di strada. E hanno pure lasciato i sanpietrini tolti ammucchiati da un lato e che cominceranno a spargersi lungo tutta l’area, diventando un pericolo».
MANCATI CONTROLLI. «Il problema è la totale mancanza di controlli quando vengono eseguiti i lavori. Nessuno di noi dice che i cantieri non devono lavorare, ci mancherebbe. Altrimenti la città quando la ricostruiamo... Però devono esserci delle regole, altrimenti il Comune ci dica chiaramente che dobbiamo andare via dal centro storico, fino a quando non verrà ricostruito tutto, e ci dia alloggi di pari dignità, gratis, naturalmente».
SOSTA SELVAGGIA. Poi c’è il problema della sosta selvaggia. «Capiamo benissimo che i commercianti devono lavorare, la città deve rivivere, ma non lo si può fare a discapito di chi è tornato coraggiosamente (parola abusata dai commercianti) a viverci ed è costretto a subire di tutto, dalle auto parcheggiate anche dentro ai cortili, a chi scambia i vicoli per orinatoi pubblici», concludono i residenti. «Anche in questo caso, nessun controllo. Per i parcheggi delle auto delle imprese, si era detto in alcuni incontri che le ditte si sarebbero organizzate per portare gli operai sui cantieri e poi andarli a riprendere. Nulla di tutto questo, si fanno proclami, ma poi in concreto non succede nulla. Intanto noi residenti dobbiamo munirci di un permesso per la Zona verde, che non serve a nulla, perché quasi tutti i mezzi delle imprese e quelli che affollano il cenro per la movida, ne sono sprovvisti».
I COMMERCIANTI. Ugo Mastropietro sta lavorando per trovare un punto di incontro. «Dobbiamo operare per unire la città e non dividerla. Ci vuole buon senso da parte di tutti», dice il coordinatore del Movimento centro storico.
«Abbiamo un altro incontro con l’Ance, il Comune e questa volta anche con la presenza dei residenti. Qualcuno si è anche lamentato dei tavolini in piazza Nove Martiri. Ma se andiamo in ogni altra città d’Italia e d’Europa, gli spazi pubblici soprattutto in estate vengono concessi agli esercizi. Purché ci siano delle regole precise e queste vengano rispettate da tutti».
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