Cantieri, un bypass per riaprire la zona interdetta

25 Febbraio 2018

Ipotesi al vaglio per l’area tra via Castello e via Garibaldi Martedì vertice con la Soprintendenza, a seguire l’Ascom

L’AQUILA. Sarà valutato nella riunione di martedì, tra Soprintendenza ai beni archeologici e Gran sasso Acqua, il progetto di un bypass tra via Castello e via Garibaldi, che consentirà di liberare entro un mese l’intera area dal cantiere dei sottoservizi. L’unico modo, al momento, per rendere nuovamente fruibile la zona e riaprire l’accesso alle attività commerciali. In settimana è previsto un secondo vertice tra Comune, Gsa, Confcommercio ed esercenti per fare il punto sui lavori.
IPOTESI BYPASS. Dopo la protesta dei commercianti, che hanno anche inscenato una sorta di presidio negli uffici della Gsa, per il protrarsi dell’intervento nella parte alta di corso Vittorio Emanuele, e la lettera inviata dalla Confcommercio con la richiesta di un intervento risolutivo immediato, gli enti interessati hanno accelerato le procedure tecniche per trovare una soluzione. «Ci è stato garantito», afferma Celso Cioni, direttore regionale della Confcommercio, «un intervento tempestivo per risolvere la situazione. La Gran Sasso Acqua, di concerto con la Soprintendenza, sta mettendo a punto un intervento alternativo al tunnel dei sottoservizi, ma ugualmente performante a livello di prestazioni. Una sorta di bypass che collegherà il tratto compreso tra via Castello e piazza Regina Margherita, fino a via Garibaldi e piazza Battaglione Alpini, consentendo di preservare anche i ritrovamenti archeologici, che hanno comportato il blocco dei lavori». Secondo le prime ipotesi formulate, potrebbe trattarsi della vecchia via del Picchio, che collegava il monastero di San Basilio con piazza Regina Margherita e il San Salvatore. «Dopo la nostra lettera aperta», evidenzia Cioni, «siamo stati contattati dalla Soprintendenza, che ha dato massima disponibilità a trovare una linea d’azione comune, che vada incontro alle esigenze dei commercianti, e dal presidente della Gsa Fabrizio Ajraldi, che incontreremo in settimana. Contiamo di trovare una sinergia anche con il Comune, per programmare i prossimi interventi e limitare i disagi per le attività commerciali che hanno scelto di rientrare in centro».
LE RICHIESTE. Un monitoraggio costante della situazione, con riunioni a cadenza mensile, come avveniva nella precedente gestione della Gsa. È la richiesta della Confcommercio, che invita la Gran Sasso Acqua «a programmare una sorta di conferenza dei servizi per monitorare l’andamento dei lavori per la realizzazione del tunnel intelligente ed eventuali riaperture delle attività commerciali in centro».
FRENO AL BANDO. La Confcommercio ha lanciato l’allarme sul bando Fare centro. A oggi, nonostante le 700 domande arrivate per l’accesso ai finanziamenti della linea A, quella per le nuove attività commerciali, sono meno di una decina i negozi che hanno rialzato la saracinesca o i titolari di attività che hanno chiesto l’acconto o il saldo del contributo erogato dalla Regione. «I lavori dei sottoservizi devono procedere con una logica che rispetti gli insediamenti commerciali», conclude Cioni, «per evitare la vanificazione del bando, finalizzato a ripopolare il centro storico».
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