Caos a Milano. «Colpito alla testa, è tentato omicidio»: la testimonianza di un agente originario di Capistrello

20 Ottobre 2026

Parla il poliziotto Angelo De Simone: «Per fortuna sono riuscito a schivare in parte il sampietrino»

CAPISTRELLO. Ha preso un sampietrino in testa sabato pomeriggio, in piazza Duomo a Milano, durante gli scontri nati dal corteo di “Italia in Piazza”, e il giorno dopo era di nuovo in strada. Angelo De Simone, 55 anni, primo dirigente della Polizia di Stato e da tempo alla guida del commissariato Garibaldi-Venezia di Milano, ha rimediato una ferita profonda alla testa. Tutta Italia lo ha visto tamponarsi il sangue con un fazzoletto e continuare a coordinare il servizio d’ordine. A chi gli stava intorno ha detto, in modo asciutto, che «si può considerare tentato omicidio», mentre ai manifestanti violenti ha gridato: «Siete solo dei vandali».

«Durante la sassaiola di piazza Duomo sono stato attinto da un sampietrino alla fronte», ha raccontato a Giuseppe La Venia del Tg1, «per fortuna sono riuscito a schivare in parte il colpo e ho rimediato una ferita con quattro punti di sutura». De Simone ha riferito che a scendere in piazza «sono gruppi organizzati, anche minorenni, e sono numerosi e piuttosto animati diciamo da una foga distruttiva. Loro trovano il coinvolgimento nel gruppo e quindi ovviamente diventano maggiormente performanti in modo negativo a seconda del gruppo e del numero di persone che riescono a raccogliere». Dopo la medicazione De Simone non è rimasto a casa. Domenica è tornato a lavorare per contrastare i disordini di questi giorni.

«È una situazione che va fronteggiata» ha aggiunto, «perché dobbiamo garantire l’ordine e la sicurezza pubblica della città». Sul suo ritorno in piazza nonostante la ferita riportata alla testa ha ribadito «non possiamo permetterci di fermarci». La notizia del ferimento di De Simone ha fatto in fretta il giro della Marsica. De Simone è nato e cresciuto a Roma, ma i suoi genitori sono originari di Corcumello, frazione di Capistrello. Lasciarono il paese nel secondo dopoguerra, come tanti marsicani della loro generazione, per trasferirsi nella capitale, ma il legame con il borgo non si è mai spezzato. Spesso il dirigente della polizia tornava a Corcumello soprattutto d’estate, finché i genitori sono stati in vita. La vicenda che lo ha visto suo malgrado protagonista a Milano è rimbalzata sul gruppo Facebook di Corcumello, dove sono arrivati i messaggi di solidarietà e gli auguri di pronta guarigione di tanti compaesani. In carriera ha gestito centinaia di eventi critici: cortei, tifoserie, manifestazioni che partono ordinate e finiscono diversamente.

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