Caos neve, infuria la polemica I disagi più grandi per le aziende

Nella zona industriale anche ieri strade impercorribili e problemi per lavoratori e imprenditori L’ex assessore Zavarella accusa: «Amministrazione in totale confusione». E oggi riaprono le scuole
SULMONA. Ancora una giornata di disagi e di emergenza a Sulmona per i danni provocati dall’abbondante nevicata di sabato sera. Una ventina di centimetri di neve che sono riusciti a mettere in ginocchio la città e in grave crisi l’apparato messo su dall’amministrazione comunale per far fronte all’emergenza. Il cosiddetto piano neve che, partito in netto ritardo, non è riuscito ad evitare i tanti disagi che hanno dovuto sopportare cittadini e imprese, resi ancora più pesanti dall’interruzione di energia elettrica provocata dalla caduta a terra di numerosi cavi elettrici. Le zone più colpite sono state il viale della stazione ferroviaria e l’area industriale: nel primo caso sono stati gli alberi crollati sotto il peso della neve resa più pesante dalla pioggia, a provocare i danni maggiori.
Mentre nella zona industriale i disagi più grossi sono stati provocati, a detta dei residenti e dei titolari delle aziende presenti in quell’area, dai problemi incontrati dal Comune e dall’Arap, l’agenzia regionale che amministra la superficie del nucleo industriale di Sulmona. Molte strade sono state lasciate in totale abbandono senza l’intervento dei mezzi spazzaneve. Entrambi gli enti si sono rimpallate le responsabilità con il risultato che ci sono state pesanti ripercussioni per la viabilità. Un’azienda che conta 40 dipendenti è stata lasciata isolata, stessa sorte per una nota pasticceria con il titolare che ha dovuto far intervenire alcuni mezzi per pulire la strada pagando di tasca propria, nonostante avesse ricevuto precise rassicurazioni da parte del vicesindaco, Franco Casciani, ritenuto insieme al funzionario del Comune addetto al piano neve, il principale responsabile del disservizio.
«Alcune imprese che erano considerate nel piano neve all'ultimo momento non hanno dato la loro disponibilità all’intervento», si è giustificato il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici. «Imprevisto che ci ha costretti a chiedere la disponibilità di altre ditte che sono poi intervenute per liberare le strade». Ma nonostante le promesse, ieri molte strade della zona industriale erano ancora invase dalla neve. Tanto da spingere i residenti di via Cicerone a mettere in atto una singolare protesta: hanno realizzato un pupazzo di neve per sottolineare l’inadempienza, a loro dire, del Comune e dell’Arap che hanno lasciato impercorribile quella strada, assai frequentata per la presenza di attività industriali.
«La strada è stata pulita solo a metà, lasciando in grave disagio i residenti e chi è costretto ad attraversarla per motivi di lavoro, per recarsi in aziende che hanno oltre quaranta lavoratori», precisano alcuni residenti di via Cicerone e via Barcone, che hanno voluto inviare un segnale forte e visibile verso chi non ha provveduto a spazzare la neve. Intanto si contano i danni anche per l’amministrazione comunale che ha dovuto impegnare per far fronte all’emergenza oltre 100 mila euro tra piano neve e messa in sicurezza delle strade e delle scuole dai tanti rami che si sono staccati dagli alberi a causa del peso della neve.
Dopo una giornata in cui sono rimaste chiuse proprio per permettere l’esecuzione dei lavori volti ad eliminare le situazioni di pericolo, da oggi gli studenti potranno riprendere regolarmente le lezioni.
«Al primo vero problema che si è si è venuto a creare, l'amministrazione è andata in totale confusione», sottolinea l'ex assessore ai Lavori pubblici, oggi seduto tra i banchi dell’opposizione, Salvatore Zavarella. «In particolare chi all’interno dell’amministrazione, avrebbe dovuto far funzionare il piano neve ha finito per addossare su altri le responsabilità del caos in cui la città e le frazioni sono piombate».
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