Capestrano, assolti ex sindaco e vice
Il giudice: «La tettoia sul bar del paese non è abusiva». Scagionati committente e due tecnici
L’AQUILA. L’ex sindaco di Capestrano Giuseppe Marulli, il suo vice all’epoca dei fatti Giuseppe Lerza, un tecnico comunale, Domenico Cimetta, l’ingegnere Nicola Di Bartolomeo e la committente di contestati lavori Clorinda Tagliente, sono stati assolti dal tribunale per falso e abuso.
Si è concluso dopo cinque anni un processo avviato dopo una denuncia nella quale si sollevava il problema di una tettoia abusiva nel bar del paese, della Tagliente.
L’abusivismo, ovviamente, non riguardava il locale nel suo complesso, ma la sola tettoia.
La contestazione, pertanto, era focalizzata sulla tettoia in legno che era stata realizzata dinanzi al bar in difformità da quanto previsto nel permesso a costruire con violazione di norme urbanistiche.
Nella segnalazione arrivata alla Procura da parte dei carabinieri della locale stazione si faceva riferimento anche al mancato controllo da parte dell’amministrazione comunale per quel che concerne i permessi per la realizzazione del manufatto. Di qui il coinvolgimento di alcuni ex amministratori comunali.
Giovedì pomeriggio, nel corso dell’udienza conclusiva, i legali delle difese non hanno avuto particolari problemi nel convincere il giudice che tutto si è svolto nella piena legalità per cui vi è stata un’assoluzione collettiva con la più ampia delle formule liberatorie: «perché il fatto non sussiste».
Nel corso del procedimento gli accusati sono stati assistiti dagli avvocati Guglielmo Santella, Pina Meco, Piergiorgio Merli, Fabio Alessandroni, Norma Daniele, Silvio Tarquini. Possibile, ma improbabile, un ricorso in appello della Procura, anche per via del fatto che si tratta di un procedimento non molto lontano dalla prescrizione.(g.g.)
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