Capestrano, l’opposizione contro il sindaco per l’utilizzo dei fondi Giovanardi

«Al comune di Capestrano i fondi del terremoto assegnati con la legge Giovanardi finiscono a tarallucci e vino». Questa in sintesi la comunicazione fatta dal sindaco Antonio D’Alfonso (nella foto) ai...
«Al comune di Capestrano i fondi del terremoto assegnati con la legge Giovanardi finiscono a tarallucci e vino». Questa in sintesi la comunicazione fatta dal sindaco Antonio D’Alfonso (nella foto) ai consiglieri comunali nell’ultima seduta del 31 luglio scorso».
A parlare sono i consiglieri della lista “Uniti per Capestrano”
Virgilio Lerza, Vincenzo Secinaro e Domenico Colantonio che aggiungono: «Nell’aprile 2011, su iniziativa della precedente amministrazione, fu predisposto, per agevolare il più rapido recupero di adeguate condizioni di vita a favore delle famiglie residenti nei comuni colpiti dal sisma, il progetto di protezione sociale della famiglia denominato “Accademia della terza età”. Le attività proposte riguardavano, tra l’altro, l’apertura di uno sportello di consulenza e supporto psicologico; l’assistenza domiciliare socio-assistenziale; il telesoccorso; il trasporto sociale. E ancora, corsi di informatica, cucina e antichi mestieri; corsi di lingua italiana per stranieri e laboratori creativi. L’ importo finanziato, ovvero 327.832 euro giace nelle casse comunali da luglio 2014. Con parte dei fondi sono stati acquistati dalla precedente giunta un pulmino e attrezzature multimediali per le iniziative previste nel progetto. A cavallo tra la passata amministrazione e quella attuale, era in corso la gara per l’individuazione della cooperativa sociale cui affidare la gestione delle diverse attività. Oggi il sindaco D’Alfonso propone di impiegare i fondi, da lui inutilizzati, per pranzi e gite sociali. È vergognoso», concludono i tre consiglieri, «ridurre a tarallucci e vino un valente progetto sociale che, nella fase di assegnazione dei fondi, ha visto diversi amministratori coinvolti in procedimenti avanti al Tribunale amministrativo per ricorsi presentati dal Comune dell’Aquila che lamentava l’ irregolarità di alcune proposte presentate».
A parlare sono i consiglieri della lista “Uniti per Capestrano”
Virgilio Lerza, Vincenzo Secinaro e Domenico Colantonio che aggiungono: «Nell’aprile 2011, su iniziativa della precedente amministrazione, fu predisposto, per agevolare il più rapido recupero di adeguate condizioni di vita a favore delle famiglie residenti nei comuni colpiti dal sisma, il progetto di protezione sociale della famiglia denominato “Accademia della terza età”. Le attività proposte riguardavano, tra l’altro, l’apertura di uno sportello di consulenza e supporto psicologico; l’assistenza domiciliare socio-assistenziale; il telesoccorso; il trasporto sociale. E ancora, corsi di informatica, cucina e antichi mestieri; corsi di lingua italiana per stranieri e laboratori creativi. L’ importo finanziato, ovvero 327.832 euro giace nelle casse comunali da luglio 2014. Con parte dei fondi sono stati acquistati dalla precedente giunta un pulmino e attrezzature multimediali per le iniziative previste nel progetto. A cavallo tra la passata amministrazione e quella attuale, era in corso la gara per l’individuazione della cooperativa sociale cui affidare la gestione delle diverse attività. Oggi il sindaco D’Alfonso propone di impiegare i fondi, da lui inutilizzati, per pranzi e gite sociali. È vergognoso», concludono i tre consiglieri, «ridurre a tarallucci e vino un valente progetto sociale che, nella fase di assegnazione dei fondi, ha visto diversi amministratori coinvolti in procedimenti avanti al Tribunale amministrativo per ricorsi presentati dal Comune dell’Aquila che lamentava l’ irregolarità di alcune proposte presentate».

