Capistrello, denuncia choc di un 11enne: «Un uomo voleva farmi salire in macchina»

Paura in paese, la madre si rivolge al 112. Avviate le indagini. Gli atti sono stati depositati in Procura ad Avezzano
CAPISTRELLO. Sono stati depositati in Procura gli atti d’indagine su un episodio che nei giorni scorsi ha messo in allarme la comunità di Capistrello, nella Marsica. Una vicenda tutt’altro che chiara, attualmente al vaglio degli inquirenti. Il caso risale allo scorso martedì. Poco dopo le 16 una mamma del paese ha chiesto aiuto al numero unico per le emergenze (112) riferendo agli operatori quanto di incredibile era accaduto al figlio di 11 anni. Il bambino, in forte stato di agitazione, le aveva infatti raccontato di essere stato avvicinato in strada da un uomo alla guida di un’auto grigia. Secondo la prima versione fornita dal minore, mentre si trovava a piedi lungo via Dorsale Palentina, nelle vicinanze dell’ufficio postale, il conducente del veicolo lo avrebbe invitato a salire a bordo con il pretesto di giocare.
Salvo poi allontanarsi al suo rifiuto. Ricevuta la segnalazione, i carabinieri della stazione di Civitella Roveto, coordinati dalla compagnia di Tagliacozzo, si sono immediatamente attivati sul territorio. Hanno raggiunto casa del piccolo per raccogliere elementi. Poi hanno acquisito i filmati di tutte le telecamere di videosorveglianza – pubbliche e private – presenti nell’area indicata dal minore. Dopo ore di visione, i carabinieri di Tagliacozzo hanno individuato il momento esatto in cui l’auto ha incrociato il bambino. Una scena lineare, racchiusa in appena una manciata di secondi.
Dalle immagini esaminate dagli investigatori si nota il bambino camminare da solo con il suo pallone. A un certo punto si avvicina alle strisce pedonali con l’intenzione di attraversare la strada. In quel momento un’auto grigia si ferma per concedergli la precedenza. Il minore inizia ad attraversare e, giunto a metà carreggiata, velocizza il passo per raggiungere il lato opposto. Poi va via. L’automobile, allo stesso modo, riprende la marcia senza mai fermarsi. L'intera sequenza si è consumata in un arco temporale ridotto e non ha avuto alcun seguito.
Alla luce dei riscontri video, l’ipotesi investigativa rimasta sul tavolo degli inquirenti è che il conducente, durante la sosta per far passare il minore, possa avergli detto qualcosa – presumibilmente proprio ciò che il bambino stesso ha riferito alle forze dell’ordine – procurandogli ansia e timore per la sua incolumità. E destabilizzandolo emotivamente, al punto da fare ritorno a casa in preda al panico. E intanto gli accertamenti proseguono: il prossimo passo programmato dagli inquirenti sarà quello di identificare con esattezza la persona alla guida del veicolo transitato in quegli istanti, in modo da poterlo rintracciare e ascoltare. Già acquisita la targa dell’auto e identificato il proprietario, già noto alla giustizia per piccoli precedenti contro il patrimonio diversi anni fa.
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