Capitale italiana della cultura 2025 Sulmona è tra le 15 città candidate

Primo elenco diffuso dal ministero dei Beni culturali, per l’Abruzzo ci sono anche Lanciano e Pescina Da Ovidio ai confetti, una storia millenaria. Entro settembre il progetto per convincere la giuria
SULMONA. Sulmona Capitale italiana della cultura 2025. La città patria di Ovidio e dei confetti ci riprova e presenta la sua candidatura per la seconda volta dopo quella nel 2015. La notizia è stata resa nota dal ministero dei Beni e delle Attività culturali con Sulmona che è in corsa assieme ad altre 15 città: Agrigento, Aosta, Assisi (Perugia), Asti, Bagnoregio (Viterbo), Città metropolitana di Reggio Calabria, Enna, Lanciano, Monte Sant’Angelo (Foggia), Orvieto (Terni), Otranto (Lecce), Peccioli (Pisa), Pescina, Roccasecca (Frosinone), Spoleto (Perugia). Entro il 15 novembre prossimo, le candidature ammesse saranno esaminate dalla giuria che selezionerà un massimo di dieci progetti finalisti. «Con entusiasmo riteniamo che Sulmona possa raggiungere questo ambiziosissimo traguardo» afferma il sindaco Gianfranco Di Piero «essendo una città di grandi tradizioni storiche e culturali, avendo un patrimonio monumentale architettonico di assoluto rilievo oltre che un tessuto di attività prodotto attraverso le grandi risorse culturali. Giocheremo questa nostra partita con la speranza di avere il risultato positivo».
IL PROGETTO
Una partita complicata da affrontare ma il Comune non si tira indietro. Entro settembre dovrà essere presentato il progetto. Ma quali sono i punti di forza con i quali convincere che Sulmona merita di raggiungere questo prestigioso risultato? «Innanzitutto la continuità e profondità storica della città almeno fino al 2000», afferma il docente universitario Raffaele Giannantonio, «Sulmona è una città romana, caratterizzata dalla continuità che non si è mai interrotta, dall’epoca romana fino ad oggi. E poi le grandi figure emergenti che rispecchiano e confermano questa continuità: Ovidio, d’accordo, ma ci sono i grandi umanisti del ‘300 e del ‘400, Giovanni Quatrario, che ebbe contatti con Petrarca e con Boccaccio, poi Marco Barbato, Restainuccio Capograssi, Marco Probo Mariano, Bartolomeo Scala, Nicola da Sulmona. E poi il nodo che ha avuto Sulmona di snodo tra Napoli e Roma della cultura nel ‘600, dopo essere diventata feudo della famiglia Borghese».
INCROCIO DI CULTURE
Un incrocio di cultura che ha fatto si che la città avesse un catalogo straordinario di monumenti che non sono chiusi in un ambito locale ma rappresentano l’espressione della grande apertura che Sulmona ha sempre avuto a tutte le culture nazionali. «Tutti i monumenti della città sono stati realizzati da personaggi estranei a Sulmona stessa», spiega Giannantonio, «un valore di caleidoscopio straordinario, portato da artisti di tutto il mondo, dalla sala del Dio Pan del Museo di Arianna, al Palazzo dell’Annunziata, dalla città romana all’acquedotto del Medioevo fino a tutti i palazzi rinascimentali, alle chiese con l’Abbazia di Santo Spirito che replica la facciata di San Carlo alle 4 Fontane a Roma, fino al Santuario dell’Ercole Curino che è uno dei più grandi santuari dell’epoca repubblicana, dopo quelli laziali».
I PERSONAGGI
Sulmona può contare su una serie straordinaria di personaggi che hanno fatto non solo la storia della città ma del mondo intero: Ovidio, i Papi Innocenzo VII e Papa Celestino V, i grandi umanisti già citati, il giurista Giuseppe Capograssi, l’architetto Ignazio Guidi e tanti altri ancora come lo storico e antropologo Antonio Di Nino, nato a Pratola Peligna.
L’ITER PER L RICONOSCIMENTO
Entro il 15 novembre prossimo, le candidature ammesse saranno esaminate dalla giuria che selezionerà un massimo di dieci progetti finalisti. A seguire ci saranno, entro il 20 dicembre, le convocazioni di ciascuno dei finalisti a un’audizione pubblica di presentazione e approfondimento del dossier di candidatura ed entro il 17 gennaio 2023 la giuria comunicherà al ministro la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2025. La città vincitrice avrà un contributo di un milione.
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