Capitignano, scosse e paura Cento verifiche nelle case
Nel Comune inserito nel cratere sismico dichiarata agibile la scuola elementare La struttura polifunzionale trasformata in dormitorio. Appello per la viabilità
CAPITIGNANO. Svegli dalle 5.53 per la scossa di 3.6 Richter (avvertita nettamente anche quella delle 13,35: 3,7), gli abitanti di Capitignano guardano con un certo timore verso il Monte Civitella. «Le scosse arrivano da lì», dicono i più anziani. La sveglia è suonata presto, nella vallata dove si aprono a raggiera le frazioni di Aglioni, Collenoveri, Mopolino, Pago, Paterno e Sivignano, che compongono, con Capitignano, il territorio comunale.
Negli uffici comunali sono al lavoro il sindaco Maurizio Pelosi e il vice Franco Pucci che coordinano l’attività dei dipendenti. Altri amministratori e consiglieri sono in azione sul territorio. Una mobilitazione che va avanti dallo scorso 24 agosto. Il Comune, inserito per la seconda volta nel cratere sismico, è di nuovo subissato di richieste di verifica dei danni alle abitazioni da parte dei cittadini, molti dei quali residenti a Roma. Per chi invece a Capitignano vive stabilmente, sono stati allestiti 60 posti letto nella struttura polivalente costata 350mila euro (col contributo di Regione Abruzzo, Provincia della Spezia e fondazione Abruzzo risorge onlus) e realizzata nel 2013 accanto al campo sportivo. «Una soluzione scelta al posto delle tende», spiega il sindaco, «anche perché è riscaldata e infrastrutturata con i servizi igienici. È a disposizione di chi, per motivi di sicurezza, vuole pernottare qui». Sono una cinquantina le persone che la utilizzano. Attualmente, comprese le frazioni, ci sono circa 500 residenti fissi, a fronte dei duemila toccati intorno a Ferragosto. Una quindicina di persone ha lasciato la propria casa.
«Dopo essere stati tra i primi a sostenere Amatrice e Accumoli», spiega il vicesindaco Pucci, «ora stiamo affrontando il nostro terremoto. Infatti abbiamo ricevuto un centinaio di richieste di verifiche dei danni alle abitazioni che vanno segnalati all’ufficio sisma del Comune». Il Comune, in un avviso, spiega che «nessuno è autorizzato, a nessun titolo, a effettuare sopralluoghi per la verifica dei danni».
Le chiese sono tutte inagibili. Sulla cupola di San Flaviano, già danneggiata dal sisma del 2009, si è aperto un buco. Una lesione trasversale al campanile ha portato alla chiusura della Madonna degli Angeli, recentemente restaurata. Nel cimitero ci sono lapidi rotte e zone transennate per rischio crolli. Ci sono richieste per i moduli abitativi provvisori, e in tanti dormono in case di legno nelle vicinanze delle loro abitazioni.
Una buona notizia arriva dall’esito delle verifiche di agibilità sulla scuola primaria (elementare-materna) dichiarata idonea dagli ingegneri inviati dalla protezione civile. Il sindaco vuole di più: le prove di vulnerabilità sismica sulle scuole e la sede comunale. Nei prossimi giorni verranno effettuate alcune demolizioni di edifici pericolanti e puntellamenti. I cantieri della ricostruzione già avviati per il sisma 2009 verranno fermati in attesa delle nuove disposizioni. Un altro punto dolente è la viabilità. Si chiede alla Provincia la riapertura immediata della strada 106 per le Capannelle, oltre all’accelerazione dei lavori alla superstrada per Amatrice, ritenuta strategica in questa fase come in quella della futura ricostruzione del centro laziale.
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