Capodanno, no ai botti in città «Il divieto è senza scadenza»

Il municipio ricorda l’ordinanza permanente che colpisce qualsiasi fuoco, petardo e mortaretto Ma gli animalisti segnalano «vere e proprie esplosioni, soprattutto in frazioni e Progetto Case»
L’AQUILA. All’Aquila sarà una notte di San Silvestro senza botti. O meglio: così prevede la normativa comunale. «Si ricorda che, in continuità con gli anni precedenti, è fatto divieto, sine die, di accensione, lancio e sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, materiale pirotecnico di qualsivoglia natura, in ambito urbano e in tutte le vie e le piazze del territorio comunale dell’Aquila»: questo è il messaggio pubblico diffuso sui propri canali di comunicazione da parte del Comune dell’Aquila, facendo riferimento al divieto permanente, quindi senza scadenza.
Ma secondo gli animalisti, che lanciano l’allarme, il divieto è stato già ripetutamente infranto nei giorni precedenti. «La notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio si trasforma costantemente in un incubo per tutti coloro che possiedono animali domestici, per chi si trova in situazioni con bambini particolarmente “sensibili” e per chi comprende che a rischio non sono solo cani e gatti gestibili in casa ma soprattutto tutti gli altri animali presenti sul territorio»: queste le parole di Monica Pilolli, responsabile della sezione aquilana della Leal Lega Antivivisezionista.
Continua l’attivista: «Impensabile che nel 2023 l’ignoranza sia a livelli così estremi da ritenere accettabile causare morte e dolore per divertimento malsano e deviato di qualcuno. Soprattutto in prossimità dei Progetti Case e nella zona a Est della città tra Sant’Elia e Paganica, si rilevano situazioni al limite della guerriglia, con esplosioni e fuochi pirotecnici da sagra che dovrebbero essere gestiti soltanto da professionisti a grande distanza dalle abitazioni e con delle unità di pronto intervento per emergenza nei paraggi». E ancora: «I sequestri della guardia di finanza i di corpose quantità di ordigni, detenuti tranquillamente e venduti da locali attività commerciali, come appreso dai media, dovrebbero già far alzare il comune livello di allerta sociale. Evidenziamo che le amministrazioni locali sono costantemente carenti in tema di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza. Occorre garantire sufficienti mezzi e uomini alle forze dell’ ordine che non riescono puntualmente a fronteggiare le centinaia di chiamate da ogni angolo della città trasformata in assetto di guerra».(l.t.)
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