Capodanno, pochi turisti negli alberghi cittadini

3 Gennaio 2017

SULMONA. Niente pienone negli hotel per il Capodanno, con le prenotazioni che si sono fermate fra il 30 e il 40 per cento delle camere disponibili. Le presenze non si sono nemmeno avvicinate a...

SULMONA. Niente pienone negli hotel per il Capodanno, con le prenotazioni che si sono fermate fra il 30 e il 40 per cento delle camere disponibili.

Le presenze non si sono nemmeno avvicinate a bissare il pienone dello scorso anno, con il fine settimana della ultimo dell’anno che si è confermato sottotono in città, come del resto già avvenuto a Natale. Il calo del numero dei turisti è pari al 48% con tempi di permanenza medi che scendono da 2,73 giorni a 1,81, secondo i dati diffusi dal Consorzio sviluppo turistico “Cuore dell’Abruzzo”, che raggruppa cinque strutture (hotel Armandos’s, hotel Rojan, hotel Le Ginestre, hotel Sagittario, residenza Villa Giovina).

189 il totale delle camere occupate in questi alberghi e 355 le presenze registrate in tre giorni, dal 30 dicembre al primo gennaio, con gli arrivi che si sono fermati a 189, dal momento che la permanenza non si è limitata solo al giorno di Capodanno. Il tasso di occupazione delle camere è pari al 57,94%, mentre quello di permanenza media è di quasi 2 giorni.

«Avevamo preventivato una diminuzione legata al calendario sfavorevole», interviene Gianluca Casaccia, presidente del Consorzio, «a cui vanno aggiunte la mancanza di neve e di una proposta turistica territoriale appetibile». Effettivamente, il calo delle prenotazioni va attribuito soprattutto alla coincidenza poco fortunata con i giorni di festa, caduti nel weekend senza consentire un ponte.

Alla combinazione sfortunata del calendario, si deve aggiungere la mancanza di neve sulle piste da sci dell’Alto Sangro, che non ha invogliato gli appassionati degli sport invernali. Come conferma Domenico Santacroce, presidente dell'associazione albergatori.

«I turisti ci sono stati», spiega il titolare dell’hotel Meeting, «ma il numero delle prenotazioni non è stato quello che ci auguravamo». In media per il cenone si sono spesi dagli 80 ai 100 euro in hotel e ristoranti cittadini, con piatti della tradizione e vini locali che restano gli ingredienti principali, come ricorda Antonella Di Cristofaro dell’hotel Ovidius. Confermano il calo delle prenotazioni anche il proprietario dell’albergo Stella, Giuseppe Bono.

Sono otto le strutture che fanno parte dell’associazione albergatori della città, per un totale di circa 800 posti letto e 380 camere, che salgono a mille coi B&b. Cinque di loro hanno dato vita ad un consorzio con 300 camere e 600 posti letto. (f.p.)

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