Caporciano, l'altra faccia del terremoto

L'amministrazione punta sul turismo di Bominaco. Capestrano, scuola senza palestra
CAPORCIANO. Il calendario dell'oratorio di San Pellegrino è lì intatto a scandire i giorni che furono, ieri, dei monaci di prima dell'anno Mille e che, oggi, 2011, sono dei pochi turisti e degli altrettanto pochi residenti che, almeno d'inverno, girano nella frazione di Bominaco. Un'altura dominata dal Castello che sembra proteggere questo e l'altro tesoro, quello di Santa Maria Assunta, la chiesa dei matrimoni. «Puntiamo tutto sul turismo», dice il sindaco.
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Ivo Cassiani, sindaco di Caporciano, e il suo vice Antonio Di Giuseppe, 81 anni compiuti, «italiano-francese di Strasburgo-Basso Reno», ne sono più che convinti. Visto che il sisma ha risparmiato le principali bellezze architettoniche del paese, bisogna fare qualcosa per rilanciarle. Ci hanno scommesso su anche Angela Teresa Priore e il marito Domenico Esposito che un anno fa, dopo il terremoto, hanno aperto il bar-ristorante che guarda le due chiese monumentali. Qui, nel luogo che piacque all'arcivescovo Rino Fisichella, bisogna portare la gente. «I matrimoni non bastano», si dice in paese. «Chi arriva sta due ore e va via. Bisogna entrare nei circuiti turistici». Se con una moneta da 2 euro si illumina, a tempo, l'intero ciclo degli affreschi di San Pellegrino, quella del rilancio turistico appare impresa un po' più ardua. Ma qui ci scommettono. «Bominaco», spiega il sindaco di Caporciano, «non ha più la zona rossa. È bastato mettere in sicurezza alcuni edifici pericolanti e riaprire la strada. Non c'è la perimetrazione. Per questo i lavori potranno partire prima. Sarà importante risistemare la rete dei sottoservizi. Per quanto riguarda Caporciano, abbiamo avuto il 46 per cento di abitazioni inagibili classificate B, C ed E. Abbiamo realizzato 19 moduli abitativi provvisori, tre dei quali sono liberi e sono stati messi a disposizione dell'Aquila anche se, a quanto pare, qualcuno non vuole venirci ad abitare. Abbiamo anche la fortuna di avere poche macerie e una zona rossa molto ridotta, pari a circa il 10 per cento». La toponomastica coi soprannomi (salita Pallinacchio) sta lì a ricordare la figura di Venanzio D'Ambrosio, lo storico sindaco che ora vive a Roma. In centro ci sono anche le case acquistate dagli inglesi. Gli aggregati presentati per la ricostruzione pesante sono 47. Il piano di ricostruzione sarà affidato all'Università D'Annunzio di Chieti-Pescara.
A CAPESTRANO. Ai margini del cratere sismico c'è Capestrano, poco meno di mille residenti, il paese della storica piazza, punto di riferimento che domina la Valle del Tirino. Nella sede comunale, all'interno del Castello, è al lavoro il responsabile dell'ufficio tecnico Domenico Cimetta. «Abbiamo avuto 280 case A, 80 B, 20 C e 100 E», spiega. «I danni sono stati circoscritti alla zona attorno alla piazza, ma comunque ci sono. Alcuni edifici pubblici sono inagibili. danneggiati. Sono stati realizzati 10 moduli abitativi provvisori, lo stretto necessario. Siamo alle prese con gli edifici E, molti dei quali ricadono nelle perimetrazioni. Su questo non si è ancora partiti anche se la gente vorrebbe tempi rapidi e procedure snelle». Con alcune donazioni dal Canada sarà realizzato un centro di fisioterapia e di riabilitazione per gli anziani con la riconversione di un'ex scuola. La farmacia è ancora in un container. Alcuni negozi, inagibili, non sono riusciti a ricollocarsi. Manca la palestra nel plesso «Migliorati» (10 iscritti alla materna, 33 alle elementari e 18 alle medie), come i ragazzi ricordano anche oggi al vicepreside Bruno Pelliccione e all'insegnante Paola Trivelloni.
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Ivo Cassiani, sindaco di Caporciano, e il suo vice Antonio Di Giuseppe, 81 anni compiuti, «italiano-francese di Strasburgo-Basso Reno», ne sono più che convinti. Visto che il sisma ha risparmiato le principali bellezze architettoniche del paese, bisogna fare qualcosa per rilanciarle. Ci hanno scommesso su anche Angela Teresa Priore e il marito Domenico Esposito che un anno fa, dopo il terremoto, hanno aperto il bar-ristorante che guarda le due chiese monumentali. Qui, nel luogo che piacque all'arcivescovo Rino Fisichella, bisogna portare la gente. «I matrimoni non bastano», si dice in paese. «Chi arriva sta due ore e va via. Bisogna entrare nei circuiti turistici». Se con una moneta da 2 euro si illumina, a tempo, l'intero ciclo degli affreschi di San Pellegrino, quella del rilancio turistico appare impresa un po' più ardua. Ma qui ci scommettono. «Bominaco», spiega il sindaco di Caporciano, «non ha più la zona rossa. È bastato mettere in sicurezza alcuni edifici pericolanti e riaprire la strada. Non c'è la perimetrazione. Per questo i lavori potranno partire prima. Sarà importante risistemare la rete dei sottoservizi. Per quanto riguarda Caporciano, abbiamo avuto il 46 per cento di abitazioni inagibili classificate B, C ed E. Abbiamo realizzato 19 moduli abitativi provvisori, tre dei quali sono liberi e sono stati messi a disposizione dell'Aquila anche se, a quanto pare, qualcuno non vuole venirci ad abitare. Abbiamo anche la fortuna di avere poche macerie e una zona rossa molto ridotta, pari a circa il 10 per cento». La toponomastica coi soprannomi (salita Pallinacchio) sta lì a ricordare la figura di Venanzio D'Ambrosio, lo storico sindaco che ora vive a Roma. In centro ci sono anche le case acquistate dagli inglesi. Gli aggregati presentati per la ricostruzione pesante sono 47. Il piano di ricostruzione sarà affidato all'Università D'Annunzio di Chieti-Pescara.
A CAPESTRANO. Ai margini del cratere sismico c'è Capestrano, poco meno di mille residenti, il paese della storica piazza, punto di riferimento che domina la Valle del Tirino. Nella sede comunale, all'interno del Castello, è al lavoro il responsabile dell'ufficio tecnico Domenico Cimetta. «Abbiamo avuto 280 case A, 80 B, 20 C e 100 E», spiega. «I danni sono stati circoscritti alla zona attorno alla piazza, ma comunque ci sono. Alcuni edifici pubblici sono inagibili. danneggiati. Sono stati realizzati 10 moduli abitativi provvisori, lo stretto necessario. Siamo alle prese con gli edifici E, molti dei quali ricadono nelle perimetrazioni. Su questo non si è ancora partiti anche se la gente vorrebbe tempi rapidi e procedure snelle». Con alcune donazioni dal Canada sarà realizzato un centro di fisioterapia e di riabilitazione per gli anziani con la riconversione di un'ex scuola. La farmacia è ancora in un container. Alcuni negozi, inagibili, non sono riusciti a ricollocarsi. Manca la palestra nel plesso «Migliorati» (10 iscritti alla materna, 33 alle elementari e 18 alle medie), come i ragazzi ricordano anche oggi al vicepreside Bruno Pelliccione e all'insegnante Paola Trivelloni.
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