Captazione acqua e centrale biogas, è scontro

Assemblea pubblica a Pescina per dire no ai due progetti. Avanza la possibilità di un ricorso al Tar
PESCINA. Pescina dice no sia alla captazione dell’acqua del Giovenco sia alla realizzazione dell’impianto a biogas. È emerso nel corso di un’infuocata assemblea pubblica, protrattasi per 4 ore, promossa dal sindaco Stefano Iulianella e tenutasi nell’aula consiliare, Erano presenti, tra gli altri, il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, amministratori di altri centri della Marsica orientale, il direttore della Confagricoltura Stefano Fabrizi, il consigliere regionale Mario Quaglieri e il direttivo del comitato civico, composto da Marcella Tagliola (presidente), Noris Todisco (portavoce) e Giuseppina Ranalli, che si batte contro l’impianto a biogas, che dovrebbe sorgere nel territorio di Collarmele. Il sindaco Iulianella ha ripercorso le tappe del progetto che si prefigge la soluzione definitiva dell’irrigazione nel Fucino. Esso prevedeva la costruzione di un impianto irriguo, la costruzione di una vasca di laminazione lungo il Giovenco per far defluire in maniera programmata le acque e un bacino di accumulo in quota (invaso di Amplero). Spesa prevista, 200 milioni. A disposizione però si avevano 50 milioni. Così lo scorso agosto la Regione, per non perdere i finanziamenti, ha operato uno stralcio del progetto che prevede, oltre alla costruzione dell’impianto irriguo, la captazione a monte dell’acqua dal Giovenco per alimentare la vasca di accumulo tra Pescina e Venere. Ciò che Pescina chiede con forza è che la captazione dell’acqua avvenga a valle della cittadina. Diversamente sarebbe la morte del fiume. Da qua la necessità che la Regione rimoduli il progetto. Su questo punto il sindaco di San Benedetto si è detto ottimista, dato che giorni fa, durante un sopralluogo a Pescina, il presidente dell’Arap, Savini, ha assicurato la propria disponibilità. Il direttore di Confagricoltura a sua volta ha espresso perplessità sulla realizzazione della vasca di laminazione per gli alti costi che essa comporterebbe. Per quanto riguarda l’impianto a biogas, Fabrizi si è detto «fieramente contrario», anche se ha rilevato che «l’autorizzazione è stata rilasciata sulla base delle norme vigenti e che, se non si troveranno dei cavilli legali, esso si farà». Il comitato ha ribadito la sua contrarietà ricevendo dai sindaci rassicurazioni sul ricorso al Tar.
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